domenica 23 luglio 2017

Treia. dal 28 luglio al 6 agosto 2017 - XXXIX Disfida del Bracciale


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Dal 28 luglio al 6 agosto 2017 la città di  Treia rivive le antiche tradizioni attraverso un connubio unico di storia, cultura, sport e gastronomia, dando vita a una delle più belle e antiche manifestazioni   d’Italia. Per l’occasione la città  si veste a festa, ornandosi dei vessilli dei quattro rioni impegnati nel gioco della Disfida  del Bracciale: il blu del Borgo, il verde del Cassero, il viola del Vallesacco ed il giallo dell’Onglavina.

Durante la settimana  verranno giocate varie partite eliminatorie tra i diversi  Rioni, ma la Disfida  non è solo sport, folclore e divertimento,  è anche l’occasione per scoprire il patrimonio artistico-culturale della città di Treia: il Museo Archeologico, custode di rare testimonianze del culto di Iside e della Trea romana, la prestigiosa Pinacoteca, il Teatro Comunale,  l’Accademia Georgica e Villa La Quiete, meglio conosciuta come Villa Spada, un monumento tra i più rilevanti dell’Ottocento italiano ed una delle più belle ville neoclassiche delle Marche, immersa in un parco di circa 2 ettari. 
Nei giorni della manifestazione saranno allestiti, inoltre, numerosi percorsi espositivi e si potranno degustare le specialità treiesi nelle varie taverne aperte per l'occasione.
Domenica 6 agosto, alle ore 15,30, sarà possibile ammirare il Corteo Storico in diurna, uno dei momenti più suggestivi della settimana, durante il quale sfileranno per le vie della città 400 figuranti in costume d’epoca, rappresentativi dei personaggi che abitavano i rispettivi quartieri: i nobili del Cassero, gli artigiani di Vallesacco, i contadini del Borgo e gli zingari di Onglavina. La Sfilata farà da preludio alla Disfida vera e propria che si disputerà in Arena fino alla finalissima delle ore 18,00. 
La manifestazione si concluderà  verso la mezzanotte con uno spettacolo pirotecnico.
Paolo D'Arpini
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Scrive  Ente Disfida del Bracciale: "Nonostante il terremoto e la crisi economica, da cui a fatica stiamo uscendo, le attività industriali e il mondo artigiano del territorio hanno contribuito ad assicurare la realizzazione di una manifestazione di alto livello.

Quarantadue comuni della Provincia di Macerata su cinquantasette rientrano nel cosiddetto “cratere”, compresa Treia che ha subito notevoli danni.
Grazie alla PASSIONE e l’ORGOGLIO della nostra comunità, al supporto della Protezione Civile e del centro operativo comunale per il sisma, tutte le famiglie che hanno subito danni sono state sistemate in abitazioni sostitutive in attesa di rientrare a breve nelle loro abitazioni recuperate.

Questa è stata per noi la prima Disfida vinta di quest’anno, con questo ORGOGLIO e con questa PASSIONE ci accingiamo a dar vita a questa XXXIX Edizione della DISFIDA DEL BRACCIALE.

Vi aspettiamo numerosi  a Treia, dal  28 luglio al  6 agosto 2017,  in uno dei Borghi più belli d'Italia.


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Treia - Giorgio Bartolacci


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martedì 18 luglio 2017

Treia e Piangiano, 7 ed 8 agosto 2017 – Festa dell’Acqua Cotta e visita agli alveari di Renzo Giuliodori

"Omaggio alla bellezza universale, quando un siddha torna ab origen, quando l'uomo torna figlio del Divino, quando l'umanità ritrova il proprio posto e il proprio scopo, tutto accade semplicemente, tutta la gioia torna spontanea e permanente, tutta la verità dei mondi torna chiara, piena di bellezza" (Clenz Domus Venece)


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Seguendo la tradizione, come da calendario interno, anche quest’anno  celebriamo la consueta ricorrenza della Festa dell’Acqua Cotta.  La cerimonia  viene suddivisa fra il 7 e l'8 agosto 2017. Durante la celebrazione   la “comunione” consiste di acqua calda, pan secco ed erbe che siamo riusciti a raccogliere durante una passeggiata erboristica … e chi conosce la natura sa che ad agosto di erbe ve ne sono ben poche… è perciò importante che i partecipanti apprendano velocemente a riconoscerle per non lasciarsene sfuggire nemmeno una. Cerchiamo in questo modo di risvegliare nei neofiti l’amore per il necessario e la gioia di godere di quel che si ha, senza aspettarsi la manna dal cielo.

Due parole sull’origine di questa manifestazione. Ricordo che già dai primi anni della fondazione del Circolo vegetariano  avevo inserito in calendario la commemorazione dell’8 agosto, la data in cui nel 1961 il mio nonno spirituale, Bhagawan Nityananda, lasciò il corpo. Certamente la ricorrenza non aveva alcunché di prosaico, ed era più che altro una celebrazione di carattere spirituale … ma accadde che “i turisti per caso” Syusy Blady e Patrizio Roversi, decisero di venire a trovarci per girare un reportage sulla nostra realtà, e scelsero proprio quella data. Dovetti pensare a qualcosa per coinvolgere un po’ di amici nell’evento e ricordai che quello era il periodo, nella consuetudine contadina, in cui si preparava l’acqua cotta.

Recuperai perciò una ricetta locale ed assieme alla banda di soci ed amici, che solitamente volontariava la presenza in occasioni simili, “ripristinai” la prima Festa dell’Acqua Cotta. La cosa non mi sembrò irriverente nemmeno nei confronti di Nityananda infatti voi sapete che nell’antichità si usava commemorare i defunti con pranzi e banchetti, perciò questa celebrazione mi parve di buon auspicio…


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Programma   del  7 agosto 2017:

Ore 18.30 – Partenza dalla sede AUSER Treia (Via Lanzi) per una passeggiata erboristica lungo le rupi di Treia alla ricerca di erbe commestibili. Con sosta ai giardini di San Marco (Torre Onglavina), in attesa dell'apparire della Luna Piena.
Ore 21.00 – Canto in Onore di Nityananda nella sala di meditazione del Circolo Vegetariano.


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Programma  del  8 agosto 2017:
Ore 18.00 – Partenza dalla sede AUSER Treia per recarci in visita agli alveari di Renzo Giuliodori in località Piangiano e successivo spostamento  in un luogo amico   per la degustazione dell’acqua cotta.
Info. sui programmi:
Paolo D’Arpini –  Tel. 0733/216293



La manifestazione si svolge in collaborazione tra Auser Treia, Circolo vegetariano VV.TT. e Comitato Treia Comunità ideale 


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lunedì 17 luglio 2017

Una comunità ideale non è qualificata dalla religione o dalla ideologia ma dall'umanità che essa rappresenta


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In questo momento storico in cui assistiamo ad un “clash! fra varie culture, mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di una ideologia, di una religione, le contrapposizioni  si manifestano a livello planetario. 

Buddisti contro scintoisti, cristiani contro atei, ebrei contro musulmani, destri contro sinistri, etc. etc.

In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane.

Io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente, con spirito laico e sincretico, ma in questi giorni ho notato a tratti alcune devianze un po’ deliranti.. in cui le accuse verso "altre" religioni  sono anche motivo di separazione e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana (che spesso è il discorso anche di parecchi cosiddetti “atei" razionalisti oltre che di "credenti" ben definiti...)

Tempo fa nel nostro gruppo teatrale, il Cinabro, stavamo facendo le prove di tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

Ecco la mia riposta ai professori della fede (o della non fede): Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..! Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso (o ateo), non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete un ebreo se lo accoppiate con una taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano…. 

Le religioni e le fedi sono solo etichette messe lì da “satanasso” a creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, gli atei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome”

Sursum corda… Esseri Umani


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Paolo D’Arpini

mercoledì 12 luglio 2017

Treia, dal 6 al 13 agosto 2017 - Settimana della condivisione conviviale


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In piazza a Treia - Finale della Disfida del Bracciale

Ci sono dei momenti in cui mi pare di avere una vita perfetta, di non avere niente da desiderare, niente da modificare e lo scorrere delle ore è sereno, momento per momento. Oggi ha piovuto forte e così il caldo si è un po' smorzato, l'aria si è ripulita, io e Paolo abbiamo avuto la nostra cenetta frugale ma saporita a base del pane fatto da me con farine biologiche e semi di girasole, formaggio, pomodori maturi e saporiti acquistati  da una delle mie verduraie di fiducia, basilico fresco dell'orto, marmellata di prugne del giardino e mirabolani ricevuti da un'amica. Da bere acqua frizzante,   non di bottiglia ma della Casa dell'acqua di Spilamberto, (sperando che presto ne facciano una anche a Treia), kefir e kombucha. La cagnetta e i gatti hanno anche loro ricevuto il loro pasto e ho buttato anche qualche bocconcino dal terrazzo: ci sono dei ricci che bazzicano nel giardinetto e apprezzano.

Io e Paolo siamo sereni, durante il pasto qualche battuta, a volte "pepata", ma si riconosce che è a fin di bene e poi torna il sorriso. Durante il giorno non manchiamo mai di fare le nostre pratiche.

Questo sarà il "clima" che si respirerà a Treia,  durante la "Settimana della condivisione" che si svolge dal 6 al 13 agosto di quest'anno. 

Vorrei che questo  nostro stato di pace si potesse estendere ad altri per sentirci tutti parte della stessa famiglia, quella umana, lasciando da parte stress, artificio, convenienze, ma apportando al vivere comune, ognuno quel che potrà e vorrà condividere.

In tutto questo non mancheranno i momenti di svago e di divertimento, le feste paesane, le gite al mare o in montagna, le passeggiate attorno alle mura del mio bel paese, Treia (MC), con la vista che spazia dai monti al mare, le gite in aziende agricole vicine per conoscere prodotti locali o assaggiare qualche piatto ben cucinato, la "pizzata" nell'agriturismo dove ormai siamo di casa. 

La passeggiata/pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia chiuderà la settimana, mettendo alla prova la nostra resistenza e lasciandoci con un senso di pienezza e di soddisfazione per il dovere compiuto.


Caterina Regazzi


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martedì 4 luglio 2017

Ringraziamento a Madre Terra


In questo nuovo millennio sia la società capitalistica, sia ciò che
rimane della società del cosiddetto “socialismo reale”, sia le società
percorse da movimenti a carattere religioso-integralista, stanno
mettendo terribilmente in luce tutti i loro limiti ambientali, sociali
e economici. Il pericolo planetario di una catastrofe nucleare, la
guerra, l’inquinamento, l’ingiustizia sociale, sono solo tra i più
eclatanti aspetti che stanno lì ad incrinare profondamente il mito di
dominio e di sviluppo che sembrerebbe abbia sempre guidato queste
società di tipo gerarchico-dominatore nei loro pensieri e nelle loro
azioni.

Ma nella storia degli esseri umani e in particolare in Europa, le cose
sono andate sempre così? È proprio un destino intrinseco delle società
umane, dalle più semplici alle più complesse, generare aggressività
violenza e dominio nei confronti degli esseri umani stessi e della
natura? E cosa possono rappresentare attualmente movimenti alternativi
ecologisti come il bioregionalismo o anche il movimento per la pace o
il femminismo, rispetto allo spiegamento di forze culturali e
materiali messe in campo dalle società dominanti per mantenere
invariata la loro supremazia?

Per cercare una risposta a questi interrogativi e ritrovare le nostre
antiche radici europee, insieme alla saggezza dei nostri antenati
nativi, ecco quella che a prima vista potrebbe sembrare solamente una
bella storia ma che potrebbe servirci per dare un nuovo significato
alla nostra vita…

«Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l’un l’altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra».
(Dolores La Cappelle, da Earth Prayers)

(Fonte: Bioregionalismo Treia)

giovedì 29 giugno 2017

Treia - Laboratorio di vita bioregionale


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Essendo vissuto per moltissimi anni in un contesto urbano (sono nato e vissuto a Roma ed ho anche abitato a Verona per  diversi anni), ed avendo anche tentato un esperimento di ri-abitazione di un piccolo borgo abbandonato, Calcata, con conseguente tentativo di ricostituire o -perlomeno- avviare un processo di comunità ideale (non so con quale successo...), posso affermare che massimamente il mio procedere "bioregionale" si è svolto in un ambito sociale "cittadino". Ma attenzione, essere un cittadino non significa abitare in città bensì vuol dire riconoscersi in un "organismo" di civiltà umana.


Dal 2010 mi sono trasferito in una cittadina delle Marche, Treia, e questo è un successivo passo avanti verso la mia ricerca di una sistemazione sociologica ideale.... Infatti Roma è abitata da 6 milioni di persone, è  una grande metropoli, Verona conta circa mezzo milione di abitanti, Calcata meno di mille... Mentre Treia arriva quasi a diecimila. Insomma sto cercando una giusta via di mezzo, adatta al mantenimento di un sano rapporto con l'ambiente senza dover rinunciare ai vantaggi della "civitas", essendo noi umani esseri altamente socializzanti....

La parola "Bioregionalismo"  descrive un modo di vivere che fa parte della storia della vita sul pianeta ed ha contraddistinto tutte le civiltà umane (sino all'avvento dell'industrializzazione selvaggia e del consumismo). Diciamo che il vivere "bioregionale" denota un comportamento  che sorge dall'esigenza profonda di allacciare un rapporto sacrale con la terra e con tutti i suoi abitanti, animali e piante compresi. Questo rapporto si conquista partendo dalla volontà di capire e sentir proprio -riabitandolo- il luogo in cui viviamo.

Una bioregione infatti non è un recinto di cui si stabiliscono definitivamente i confini ma una sorta di campo magnetico (aura - genius loci) distinguibile dai campi vicini solo per l'intensità delle caratteristiche che formano la sua identità, alla stessa stregua degli esseri umani, contemporaneamente diversi e simili l'uno all'altro.

Il vantaggio di vivere in una comunità come Treia, abbastanza grande da consentire discreti rapporti relazionali, e non separata dalla natura che la circonda, risulta nella capacità di ogni suo abitante di poter condividere habitat, cultura e conoscenze, un modo ottimale per poter garantire alla comunità un "animus" collettivo. 

Questo vuole essere anche l'esperimento portato avanti dal nostro Comitato Treia Comunità Ideale.

Paolo D'Arpini

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mercoledì 21 giugno 2017

Cari marchigiani, come me, terremotati....


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Amati Colleghi Terremotati, come state? 

Dopo un anno quasi, come vi sentite? 

Le interviste sono finite, il momento d'oro delle tv pure, niente più momenti di gloria, le promesse sono rimaste tali e allora come va con gli intrallazzi?

Le stalle, le scarpe della Nike, il Napapijri, chi ha trovato lavoro alla Tods, i succhi di frutta all'ananas in cantina e le manifestazioni manovrate, i concerti e spettacoli di partito, le associazioni e gli sponsor e i movimenti libertari e Il T16 che non c'è più, le tasse sulle case distrutte e le bollette sull'acqua e il gas? Siete contenti? 

Lo stesso piano globale... con la scusa della sicurezza... hanno militarizzato le nostre terre, (che solo per tornarci ci vuole il visto del presidente), mentre mafiosi, corrotti e politicanti superstipendiati sul territorio decidono del nostro domani o meglio dire del LORO DOMANI.

Ecco amici la complicità non è da meno della truffa,-e dell'omicidio... 
questa poesia ha quasi un anno e direi che potrebbe essere attuale anche tra 100, mi complimento per la vostra dignità, si fa per dire e un po' teneramente della vostra incoscienza


TERREMOTO 2016

Trema trema balla tutto
gente, case tutto un lutto
il Bel Paese ormai è distrutto
colpa de quarche farabutto?

Che coi soldi della tasse
sta su un’isola a grattasse
co’ li pantaloni corti
sopra ai corpi de li morti
e le Multinazionali
mo’ riaccendono i fanali
pe’ ‘ncass’ mpo’ de quattrini
co’ gli aiuti malandrini
2 euro su ‘sti messaggini
poi se ‘nguattano i quattrini
poi c’è la Televisione
per il popolo cojone
a racconta’ balle evidenti
col sorriso tra li denti
e più morti vengon fuori
e più spalanca i riflettori
pe’ la carriera personale
sopra ar bene, sopra ar male
se il conto supera 300
né sgomento né spavento
anzi pare sia contento
non se legge turbamento
dentro st’inferno senza tempo

Amatrice, Umbria, Irpinia,
sempre ‘na carneficina
anche Accumoli e ad Arquata
hanno fatto ‘na frittata
pe’ le truffe sugli appalti
li regazzini so’ rimasti
morti sotto le macerie
mentre loro stanno in ferie
ma mo’ ce pensa er Presidente
a risolve le faccende
caricando sulle tasse
sulle fatiche delle masse
e sempre VIVA er Presidente
e in culo ar popolo dormiente
t’hanno fatto er culo a strisce
ma ce sta er Papa a beneditte
“tutti in paradiso lui taglia corto
ma aloro poi non cambia molto
che tu sia vivo, oppure morto!

Gianluca Lalli di Arquata del Tronto

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