lunedì 21 maggio 2018

Andamento di sistema "sostenibile" e l'esempio del collettivo bioregionale ecologista di Treia



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Come noto, attorno agli anni Ottanta (nel cosiddetto “rapporto Brundtland”) è stato definito “sviluppo sostenibile” (espressione contraddittoria) quello che soddisfa le esigenze dell’umanità presente senza compromettere la possibilità di soddisfare i bisogni delle generazioni future. Tale definizione è decisamente insufficiente e completamente antropocentrica: considera soltanto “i bisogni” della nostra specie come se fosse staccata dal Complesso dei Viventi.

Mi sembra invece molto migliore l’espressione seguente: "L’andamento di un sistema è “sostenibile” se può durare a tempo indefinito senza alterare in modo apprezzabile l’evoluzione del sistema più grande di cui fa parte".  
 Tale definizione è priva di riferimenti antropocentrici e tiene conto della vita (o del funzionamento) dell’Ecosfera, che comprende anche la nostra specie.

Guido Dalla Casa

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Esempio concreto: 


sabato 19 maggio 2018

Treia. Omaggio a Dolores Prato e presentazione del libro ”Un provvisorio stabile, vita segreta di Dolores Prato, scrittrice” di Leandro Castellani



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Dolores Prato a Treia - Montaggio fotografico de "La Rucola"

...debbo ringraziare Edi Castellani, assessore alla cultura di Treia, per avermi donato alcune ore di emozionante spettacolo. Forse sapete già che adoro il teatro di strada, anzi ritengo che sia il solo e vero teatro che meriti questo nome, poiché è “vivente”, non si dispiega su un palcoscenico, in un ambiente ristretto e artificiale, ma in mezzo alla gente, magari gente che passa per caso e nemmeno è consapevole di quel che sta accadendo. 

Beh, almeno io,  la mattina del 19 maggio 2018, circondato da una banda di studenti dell'Istituto Paladini, ero al corrente che quelle scenette  giocate all'aperto un po' fuori del tempo, alle quali assistevo per le vie di Treia, erano rivisitazioni sapientemente dirette dal regista Victor Carlo Vitale di OffTea.

Rivisitazioni di un trascorso vissuto reale di Dolores Prato ri-attualizzato negli stessi luoghi. I costumi vintage, primi novecento, aiutavano però a capire che non si trattava di un vissuto attuale, di oggi, ma di una riedizione del  passato. Ad aumentare il dubbio  dei passanti le facce e la parlata degli “interpreti”, facce treiesi ed inflessioni treiesi, pur se recitate in buon italiano, nella lingua compita e persino forbita con cui Dolores Prato scrisse le sue memorie. La sceneggiata itinerante si è conclusa con la visita al Centro Studi Dolores Prato, dove sono custodite quasi tutte le memorie della scrittrice.

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Treia, teatro comunale - Centro Studi Dolores Prato


Nata a Roma, figlia illegittima (del “peccato”, si diceva un tempo), riconosciuta a stento dalla madre e mai dal padre “avvocato meridionale” e data in “affidamento”, a soli 16 mesi, a certi zii della Bassa Padana ma residenti a Treia, lui prete e la sorella zitella. Tutti personaggi forestieri, direte voi, ed infatti Dolores disse “io non appartengo a Treia, Treia appartiene a me”, per significare la sua accettazione del luogo  non  corrisposta. 

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Dolores Prato a Treia nel  Collegio delle Visitandine


A Treia ci trascorse l'infanzia e la giovinezza e dopo l'uscita dal collegio delle suore Visitandine, in cui era stata rinchiusa per seguire gli studi, se ne tornò a Roma, ove morì nel 1983. Non che la sentisse come sua patria o casa, ma da Roma, territorio neutro, poteva ricordare Treia come lei l'aveva conosciuta senza dover sopportare i cambiamenti inevitabili che la cittadina subì nel corso degli anni. Sia ben chiaro, non cambiamenti ambientali, perché Treia è rimasta architettonicamente qual era, bensì sociali ed umani... 


Leandro Castellani, Franco Capponi e Edi Castellani - Foto di Liliana Palmieri

 Del periodo romano di Dolores Prato se ne è parlato al Teatro Comunale il pomeriggio, a completamento della manifestazione “Omaggio a Dolores Prato”, dove è stato presentato il libro ”Un provvisorio stabile, vita segreta di Dolores Prato” di Leandro Castellani, scritto in collaborazione con Ines Ferri e Filippo Ferrari. E questo  evento sì che possiamo definirlo "teatralmente" classico, pur non intenzionalmente recitato, a parte le ispirate letture della fine dicitrice Morena Oro.

              Morena Oro

Beh, mi piace che a Treia venga ricordata Dolores Prato, che si definì “bastarda integrale, cresimata ma non battezzata”. Essa che non si sentì completamente accettata dalla comunità di Treia, in vita, fu però fatta propria e “accolta” post mortem. Infatti le sue spoglie riposano nel cimitero comunale sotto una bella lapide marmorea, offerta dal Comune in riconoscimento di “chi ha portato Treia nel cuore per l'intera sua esistenza”. Prova ne sia che il suo famoso libro “Giù la piazza non c'è nessuno” fu scritto in tarda età dall'autrice, su pezzetti di carta non datati e poi pazientemente ricollegati e resi consequenziali. 
Sprazzi di memoria...

Paolo D'Arpini


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Al Centro Studi Dolores Prato



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Un momento della performance teatrale di OffTea - Foto di Liana Maccari

lunedì 14 maggio 2018

"Mantienti..." - I comandamenti della felicità contadina

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Mantienti in casa tre grossi pani nella madia, l'acqua fresca del fontanino nel secchio di rame, una donna sempre calda e amica per miracolo d'amore, un po' di vinello brusco per la tua allegria. 

Mantienti la schiena magra e forte per le fatiche di ogni giorno. il piede esperto nel cammino tra boschi e rovi, la fronte chiara e serena chiusa alle rapine degli incubi e degli affanni, un po' di meraviglia fanciulla negli occhi. 

Mantienti la gallina grigia che ti dà uova gaie e rotonde, il suo vispo galletto trombettiere d'albe, una vaccherella quieta per un po' di latte e di formaggio, tre cipolle dolci, un pugno di borlotti d'orto e qualche patata grossa appena tolta dalla terra che cuocia sotto il caldo della cenere. 

Mantienti mite e paziente nella stanchezza che ti rompe i polsi e le ginocchia e trovati conforto e riposo seduto con le spalle contro il muro di casa aspettando che il fuoco del forno ti dia un po' di pane e il cielo un po' di stelle quando fa sera. 

Mantienti un angolo di panca vicino al grande camino dei nonni dove il fuoco racconta favole e faville e gli occhi ti risplendono di nostalgie bambine. Non buttare via la vecchia camicia di tela grossa e mettila, fresca e bianca, quando i soli d'estate e le cicale bruciano la montagna e ti è caro coricarti sotto i faggi dove l'amica ombra dà sempre sonni profondi e avventure di sogni. La vita, in fondo, non è altro che un entrare e un uscire da questi sogni. 

Mantienti in cielo una stella benigna che ti guidi il cammino e, se puoi, un santo in paradiso che ti garantisca un briciolo d'eternità...

Enio Concarotti

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Questo mondo  contadino  verrà evocato e rivissuto durante la manifestazione prevista a Treia il 23 e 24 giugno 2018:   https://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Collettivo-Bioregionale-Ecologista

domenica 13 maggio 2018

In difesa della vita umana, anche in caso di "pre-morte" (a cuore battente)


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Cari amici di Treia, nei giorni scorsi ho preso contatto con Nerina Negrello, Presidente della Lega Nazionale contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente.

Ho offerto una nostra/mia collaborazione alla divulgazione delle tematiche che la Lega affronta con sapienza e con coraggio.

Divulgare queste notizie  in una Regione come le Marche, che è ben attrezzata dalle lobby degli espianti-omicidi,  è opera meritoria già soltanto per le informazioni contenute e che pochi conoscono, purtroppo preda di campagne caritatevoli e pseudo-cristiane.


La scomparsa di dodicimila bambini in Italia nel 2014 non ha niente a che vedere con lo spregevole traffico di organi?

Come dicevo a Nerina Negrello, "l'espianto degli organi a cuore battente, oltre ad essere un omicidio sul piano materiale è  un assassinio animico-spirituale: l'uomo è lo spirito, che guida il corpo astrale con la sua personale vibrazione evolutiva che vitalizza organi e tessuti del proprio corpo. Questo fattore vibrazionale contiene in sé il livello evolutivo e la memoria che porterà con sé quando lascerà il corpo e che non può essere scambiata con nessun altro. Fa parte del Karma individuale."

Quando la vita del corpo ha deciso di terminare deve essere rispettata.

Togliendo l’organo, tolgo una parte delle esperienze dell’altro che nulla hanno a che fare con le mie. Sarebbe interessante fare un'indagine sulle percezioni animiche riscontrate da trapiantati nel corso della loro vita.


Comunque sia, vi terrò al corrente degli sviluppi di questo discorso, nel frattempo vi invio due comunicati stampa(nel primo si danno istruzioni per la compilazione della carta vita che ognuno può realizzarsi e nel secondo sono contenute informazioni scientifiche  sulla pratica abominevole che si verifica negli ospedali,scritto dall'esimio Prof. Massimo Bondì, presidente del Comitato scientifico della Lega, un luminare in materia, che in me ha suscitato sdegno ed emozione pensando soprattutto alle vite di tanti che invece potrebbero essere salvate).


Carlo Cruciani
CRiVeO (Centro Ricerche Verità Occultate)
Tanker Enemy.com - Sezione Marche
mob.3200827818



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venerdì 11 maggio 2018

Invertire la macina consumista per sradicare l’inquinamento ambientale e mentale…




Siamo a metà maggio ed in questi giorni a Treia stanno arrivando le bollette della TARI, la tassa comunale sui rifiuti e sui servizi ambientali. Purtroppo non è ancora possibile ottenere una "tariffa puntuale", ovvero coerente con la reale produzione di rifiuti, dobbiamo continuare a pagare in base al numero dei residenti in una abitazione ed in base ai metri quadri di cui tale abitazione è composta. Io qui a Treia vivo  da solo, salvo rade permanenze della mia compagna Caterina (proprietaria dell'abitazione) che lavora in Emilia. La casa, che si trova al centro storico, è molto grande, è una di quelle vecchie dimore patrizie composta di vari ambienti. Potete perciò immaginare che -malgrado le mie abitudini estremamente parche ed anti-consumiste- la tariffa Tari di mia spettanza è alquanto esosa. Ciò non ostante non smetto mai di promuovere una diminuzione dei consumi superflui e di limitare al massimo la produzione di rifiuti (anche se poi questo sforzo non "paga" dal punto di vista tariffario)

Credo comunque che cominciando dalle piccole cose, azioni e gesti personali, si possono sempre trovare successive forme di sensibilità ambientale e di educazione civica  che possano anche fungere da stimolo presso la pubblica amministrazione, come ad esempio una eventuale regolamentazione comunale sul vuoto a rendere, etc. 
Ad esempio nel campo dei rifiuti organici quanti scarti alimentari produciamo? Forse quegli scarti possono essere diminuiti se badiamo di più all’essenziale, in tutte le nostre abitudini quotidiane, o magari utilizzati per i nostri animali domestici… anche se noto che perlopiù  è aumentata la produzione e vendita di mangimi e  scatolame industriale -definito “raffinato”, per cui gli avanzi alimentari sono di poco uso (al massimo ci si ricava compost di pessima qualità dovuto al mescolamento di sostanze estranee).
Ma vengo agli animali, è vero che in campagna non si possono più tenere animali, anche le galline debbono essere registrate e non sempre si possono tenere in contesti urbani.  Infatti a Treia tentammo di tenere due galline  nell’orto  sotto casa ma avemmo difficoltà di vario genere finché non fummo costretti a rinunciarvi per quieto vivere con i vicini… 

Per quanto riguarda gli animali “domestici” (cani o gatti), oltre alle spese di mantenimento a scatolette (con relativo inquinamento e collegato),   c’è il problema dello smaltimento dei cadaveri, se non si vuole ricorrere all’incenerimento occorre ottemperare alle severe indicazioni asl per la sepoltura in terra. Forse per questa  ragione sono molti gli animali “smarriti”,  andati cioè a morire altrove (come ormai succede in tutta Italia dove c’è la più alta percentuale europea di “animali dispersi”, in seguito alle norme “impossibili” in vigore per la sepoltura),  ma mi fermo qui.
La situazione di perenne emergenza per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha riaperto la discussione sul come risolvere l’emergenza dei rifiuti: nuove discariche, inceneritori, riciclaggio? Il discorso è vecchio e già da parecchio tempo è stato portato ai vari tavoli di concertazione, sia da noi che da altre associazioni, di fatto le soluzioni amministrative sono rimaste ferme all’utilizzo delle discariche od inceneritori (ivi compresi gli impianti a biomasse), mentre  non si conosce la reale destinazione finale dei rifiuti selezionati con la raccolta differenziata. Sospetto che la percentuale destinata al vero  riciclaggio sia minima.
Per ottene risultati concreti occorre diminuire la produzione di rifiuti all’origine  e prevedere soprattutto la diminuzione degli imballi ed il cambio di sistema. E poi riciclaggio deve essere educativo, fatto a mano, consapevolmente, in modo che tutto il materiale possa essere veramente riusato. In primis tentando il recupero di oggetti ancora usabili (vi ricordo il mercatino dello scambio nei centri di raccolta RSU di cui mi parlò la mia compagna Caterina)
A questo punto inserisco una mia considerazione sulla necessità di partire dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi, faccio esempi pratici: rinunciare alle bustine di plastica e girare con una borsa, rifiutare imballi superflui, reperire il proprio cibo direttamente dai produttori locali, interrompere l’uso smodato di elettrodomestici, lavorare con le mani, stare meno davanti al televisore e di più nei boschi…. 
La battaglia contro la produzione rifiuti e sprechi energetici deve partire dalla casa di ognuno, dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Non posso far a meno di affermare che se non iniziamo da noi stessi il processo non parte.
E chissà se questa stessa semplicità di vita non sia quella giusta per finalmente far pace con se stessi e con la Terra, smettendola di appesantirla con le nostre “deiezioni industriali”.
Paolo D’Arpini

Treia. L'autore durante una raccolta di rifiuti lungo le strade 

venerdì 4 maggio 2018

"Treia: Comunità Ideale” Comitato Civico - Carta degli intenti e adesioni

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Treia: Comunità Ideale
Comitato Civico

Treia ha bisogno di ritrovarsi e di pacificarsi in ogni sua componente, superando le divisioni che non conducono alla pace ed alla prosperità comune. Infatti il senso di fratellanza è il più alto fine morale e politico. Con la fratellanza regna la pace e l'intera comunità assomiglia ad una singola casa, ove ognuno contribuisce al benessere collettivo. E di ciò abbiamo bisogno in questo momento in cui lo scollamento sociale e la crisi economica stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza dei componenti della nostra comunità.

In questo spirito si è costituito il  Comitato civico "Treia Comunità Ideale"  per promuovere il  lavoro creativo, l'identità locale e la solidarietà sociale, attraverso una serie di manifestazioni ed iniziative che si svolgeranno nel tempo.  Al Comitato può aderire chiunque condivida questi scopi, offrendo la sua collaborazione nello svolgimento delle varie iniziative. L'adesione non costa nulla...

Si fa presente, per fugare ogni dubbio, che il Comitato non intende assumere alcuna posizione politica o partitica ma semplicemente perseguire il bene del territorio e della comunità treiese. 

Per aderire è sufficiente scrivere una email di adesione  a: 

Paolo D'Arpini -  Coordinatore del Comitato

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lunedì 30 aprile 2018

Treia, 1 maggio 2018 - Beltane


Beltane è  la festa della Luce splendente dei Celti, festeggiata fra la fine di aprile ed i primi di maggio, corrisponde al nostro 1° maggio, il Calendimaggio romano, ovvero il periodo situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo. In questi giorni nell’antica Roma si celebravano le festività di transizione stagionale, che iniziavano dal 28 aprile, dedicato a Flora, la dea tutelare di Roma preposta alla crescita della vegetazione, e continuavano con i primi di maggio, in cui avvenivano i riti Compitalia, la festa dei Lari delle strade. 

Quei giorni si offrivano sacrifici nei crocicchi (competa) dove le strade si incrociano (competunt), da qui Compitalia.  Maggio è il mese dedicato tradizionalmente alla Grande Madre Maya, ai matrimoni, alla fioritura ed alla bellezza della natura, il segno zodiacale relativo è quello del Toro, in occidente, e del Serpente in Cina, simboli di saggezza e conoscenza.

Questo  anno  celebriamo Beltane  a Treia  il 1° maggio 2018, con una semplice passeggiata attorno alle mura di Treia, con sosta nei giardini di San Marco,  ci si troverà lì verso le ore 18.30,  dove assisteremo al tramonto in silenzio.  

Paolo D’Arpini