lunedì 20 novembre 2017

Il cambiamento inizia dal magazzino degli attrezzi usati…

“La montagna si scala dalla base” (M.B.)

Vorrei ora raccontarvi una storiella. Una volta in una società futuribile in cui tutto era informatizzato e meccanico, un funzionario che si era stufato del solito tran tran inutile e del vuoto migliorismo funzionale di una società quadrata, chiese di essere trasferito dal suo livello relativamente alto di attività ad un livello più basso, quello dei lavori manuali...
*
Una volta in una società futuribile in cui tutto era informatizzato e meccanico, un funzionario che si era stufato del solito tran tran  inutile e del vuoto migliorismo funzionale di una società quadrata, chiese di essere trasferito  dal suo livello relativamente alto di attività ad un livello più basso, quello dei lavori manuali.
Così fu mandato come operaio  addetto alla manutenzione delle strade e lì iniziò per lui una nuova vita, un contatto diretto con le cose che prima non conosceva. La fatica era tanta e non c’erano soddisfazioni o riconoscimenti e spesso i suoi colleghi di lavoro erano  persone che non vedevano più in là del loro naso.
Egli notò che c’era un grande spreco di mezzi dovuto al fatto che non ci si prendeva dovuta cura degli attrezzi che spesso venivano lasciati sporchi a fine lavoro o sotto la pioggia.
Nella guardiola dove lui dormiva c’era anche lì un computer, ovviamente era tutta informatizzato, come dicevo prima, ed egli notò che c’era una voce fra le varie nello schema preformato in cui  inviava il riporto giornaliero alla centrale che diceva “suggerimenti”, ovviamente era una voce quasi inutile in quanto nessuno leggeva i suggerimenti di un manovale, ma lui cominciò  scrivere i suoi appunti sullo spreco di mezzi dovuto all’incuria, e siccome ormai era tutto gestito da un computer centrale e gli amministratori ed i politici si basavano su quanto indicato in esso per governare al “meglio” il mondo (una sorta di ”Gallup” proiettivo delle informazioni), quando il computer centrale iniziò a dare indicazioni sulla necessità di prendere dovuto cura degli attrezzi pena la perdita di risorse preziose….. iniziò un processo a catena in cui quello che saggiamente di volta in volta veniva consigliato dal nostro uomo qualunque, passando dal computer centrale,  veniva recepito dal governo mondiale e  le “sagge ragioni” sulla gestione delle risorse divennero pian piano elementi di un congegno per il cambiamento della  società…
E’ solo una favola? Chissà…..?

Paolo D’Arpini
*

venerdì 17 novembre 2017

Azioni concrete per rifondare la società... e vivere in comunità



"Combattere il terrorismo", slogan tanto alla moda nel politichese vacuo e fraudolento di questa epoca, è una idea che potrebbe essere presa sul serio, a certe condizioni. Per esempio ripudiando NATO e BCE, note organizzazioni terroristiche e fraudolente internazionali.

Poi, ripudiando i commercianti internazionali di armi, il che pone un problema: l'Italia (perlomeno, nelle attendibili descrizioni dei Comboniani) è il quarto esportatore mondiale di armi del pianeta.


Ci vorrebbe, dunque, una radicale politica di riconversione civile delle industrie di armi. Il che è esattamente ciò che il governo non fa, né intende fare, visto che vendendo armi ci guadagna (per esempio, cacciabombardieri ai neonazisionisti di Tel Aviv,  o bombe all'Arabia saudita, quindi aggiungiamo il ripudio di Israele o degli altri stati terroristici  e per coerenza continuiamo il boicottaggio universale dei loro prodotti.


Ciò significa che probabilmente se volete combattere il terrorismo finirete per scoprire che è meglio ripudiare anche  l'Italia attuale.
Non sarà una grande perdita: la violenza ormai radicale ed efferata degli stati è uno dei gravi problemi irrisolti dell'umanità, e l'Italia uno dei principali casi problematici di cui liberarsi, non foss'altro per le pessime compagnie di cui si circondano i suoi governi.


Ripudiando anche i governi constaterete che nemmeno con ciò sarete andati incontro a gravi perdite, anzi, probabilmente la vostra vita sarà diventata più pacifica, mentalmente e materialmente, oltre che più soddisfacente.

A quel punto, potrebbero venirvi in mente delle iniziative intelligenti (potenzialmente ce ne sono sempre). 
Per esempio: costruire delle nuove comunità. Si potrebbe anche arrivare ad avere persino delle federazioni di comunità.


E, ormai che ci siete, visto che forse cominciate a provarci gusto, e che avete ricominciato a vivere una vita degna di essere vissuta, potreste ancora avere delle nuove brillanti idee.


Per esempio, convincere anche altri paesi a fare altrettanto.
E ricordandosi che è meglio diffidare dall'idea semplicistica secondo cui "prima dobbiamo prendere il potere, e allora metteremo le cose a posto", per l'ovvio motivo che è impossibile insegnare e far praticare ad altri ciò che non si sia conosciuto sperimentato e realizzato nella propria vita.


A meno che non crediate di poter imparare matematica e musica prendendo lezioni ed ordini da chi prima non le abbia mai studiate e imparate in proprio, un autentico controsenso illogico. E questo è un punto importante.

Turn On, Tune In, Drop Out !
Love In.


Sarvamangalam





martedì 14 novembre 2017

L'Islam avanza in Italia perché da un senso di protezione e di maggiore solidarietà tra credenti


La lettera di un lettore cristiano al quotidiano “Il Giornale”, pubblicata il 10 luglio 2016.

L’avevo messa da parte, poi momentaneamente smarrita, poi ritrovata.
E’ una lettera scritta  a “Il Giornale”.
Che dice che l’Islàm “attrae” perché valorizza, molto di più di ogni altra religione o ideologia, l’importanza della solidarietà e della coesione sociale. Ed è una ulteriore dimostrazione che quando una realtà è evidente, è visibile indipendentemente dalla religione che si professa. Basta essere intellettualmente onesti.
Ecco il testo integrale:
Spesso mi son posto criticamente verso alcune posizioni assunte nei paesi islamici, che non tengono conto dei diritti delle donne e della libertà individuale. Ma forse lì la condizione femminile gode di maggior rispetto umano, sia pur nelle ristrettezze dell’espressione formale; altrettanto dicasi per le dignità personali godute nella vita sociale, ove è più sentita la regola del rispetto reciproco e dei valori condivisi. Insomma nell’islam la società è poco “libertaria” ma l’uomo comune vive in un ambito comunitario più rispettoso dei rapporti umani. La gente si converte all’islam perché si sente socialmente più protetta e sviluppa una maggiore solidarietà interna, un po’ come succedeva ai cristiani della prima ora. Questo dovrebbe far meditare i preti cattolici ed i nostri sociologi e politici che ormai si interessano solo agli aspetti “economici” del benessere…”
Paolo D’Arpini, Treia (Macerata)
Risultati immagini per treia paolo d'arpini

domenica 12 novembre 2017

Treia giorno per giorno nei racconti bioregionali di Paolo D'Arpini



Se con “Vita senza tempo”, Paolo D’Arpini, ci ha raccontato, attraverso un fitto scambio epistolare, il suo rapporto con la sua compagna Caterina, coautrice del libro, e con “Riciclaggio della memoria” ci ha confidato le sue idee sul mondo e sulla vita, intrise di spiritualità laica e di ecologia profonda, con quest’ ultima fatica “Treia: storie di vita bioregionale”, ha voluto rendere omaggio al paese dove vive, appunto, Treia, sottolineando l’appartenenza a questa comunità di cui si sente cittadino attivo e operoso.

Le storie che vengono narrate nel libro sono il frutto di un’attenta osservazione che  Paolo condivide con tante persone di diversa provenienza e sensibilità.


Esse non sono né banali, né scontate e soprattutto sono scevre da pregiudizi e luoghi comuni. Sono piuttosto un invito alla riflessione e alla formazione di un sano spirito critico, a guardare le cose per quelle che sono al di là di come appaiono.


Questi racconti di vita quotidiana, di storie cosiddette sui bordi o minori, sono un lavoro encomiabile che, di certo, non hanno l’ambizione di catturare il lettore con effetti speciali o di far leva su un’ emotività di superficie. Sono l’invito a soffermarsi sul qui ed ora, a non allontanarsi da sé per inseguire le chimere e gli idoli della modernità.


Paolo non seleziona, scrive tutto, la sua parola è sincera. La cronaca è precisa, attenta ed equilibrata. 

In un mondo mediatico dominato da notizie sensazionalistiche, per non dire catastrofiche, da un vojerismo ruffiano che sa solo suscitare pruriti indecenti, da falsi miti ed “eroi plastificati”, la narrazione nuda e cruda della quotidianità, a cui non fa difetto l’acutezza dell’osservazione e la bellezza della poesia, rappresenta un fatto inusuale che restituisce alla normalità la sua originale dignità.


Una normalità fatta di semplicità e di lentezza, sempre più rare e apprezzate, perché la febbre, che tanto eccita gli animi umani, si nutre di smanie, di protagonismi, di ostentazioni, di rivalità.


Risultati immagini per Treia michele meomartino

Il pregio di questo libro sta proprio nella narrazione della quotidianità, di come anche dalle periferie, da uno dei tanti piccoli paesi della nostra penisola, si possa contribuire a costruire un’etica condivisa, un senso comune di appartenenza, un anelito alla bellezza e alla giustizia, un rispetto per la natura e la sua complessità, tanto più urgenti e necessari, oggi, quanto più si assiste a forme di preoccupante e dilagante individualismo, cinico e superficiale.


Il libro, nel tentativo di restituirci una dimensione interiore in cui il tempo è scandito da ritmi lenti e da un respiro profondo, ci invita soprattutto a sostare e a rallentare i nostri passi.


Ma noi sapremo ancora apprezzare la bellezza di un paesaggio o di un mandorlo in fiore o l’incomparabile architettura dei nostri borghi antichi? Vorrei continuare a sperare, nonostante i tanti segni di disattenzione e di degrado, non solo sociale e ambientale, ma anche e soprattutto etico e culturale. 

L’umanità sembra dispersa e forse confusa, fa fatica a ritrovarsi, ma a che serve continuare ad imprecare contro il buio? Piuttosto si avverte l’urgente bisogno di accendere qualche lume. 

Michele Meomartino

Risultati immagini per Treia michele meomartino

Paolo D'Arpini  e Michele Meomartino,  in cucina

venerdì 10 novembre 2017

Macerata. Crescere in maturità e tenerezza, si può...


La crescita in tenerezza ed in maturità sono i veri segni del successo verso l’umanità e la creazione tutta. Il grande errore di ogni etica è stato quello di immaginarsi di avere a che fare con i soli rapporti fra uomo ed uomo. Invece il vero problema riguarda la sua attitudine verso il mondo, verso tutta la vita che entra nel rapporto d’azione.
Un uomo è morale soltanto quando considera la vita nel suo insieme, quella delle piante e animali come quella dei suoi simili, e quando su dedica ad aiutare disinteressatamente ogni altra vita che ha bisogno.
Soltanto l’etica universale che sente la vicinanza di tutto ciò che vive, in una sfera sempre più ampia, soltanto quell’etica è fondata sul ‘pensiero’. L’etica del rapporto fra uomo ed uomo non è in verità un qualcosa a parte, è solo un rapporto particolare che deriva dall’universale.
L’etica del rispetto per la vita comprende quindi tutto ciò che può essere rappresentato come amore, devozione e comprensione. Nella gioia, nella sofferenza e nella fatica.
In un giorno a venire tutte le forze della natura si uniranno intelligentemente per raggiungere lo scopo finale, senza diffidenza, né ostilità reciproca, ma nel riconoscimento universale della fratellanza, di cui tutti facciamo parte essendo figli dello stesso padre.
Cerchiamo allora ognuno nella nostra piccola cerchia di attività di preparare e prepararci a questa era di pace e di amore. Sia questo il desiderio ardente, il sogno di tutti gli uomini riflessivi e sinceri.
Possiamo ben fare un piccolo sacrificio per avvicinare l’umanità verso un glorioso avvenire. Purifichiamo i nostri pensieri e le nostre azioni assieme al nostro alimento.
Con l’esempio e la parola facciamo tutto quello che dipende da noi per diffondere l’evangelo di compassione e di amore, per far cessare il regime della brutalità e per affrettare l’avvento del grande regno di giustizia nel quale la volontà del padre nostro sarà fatta nella terra come in cielo.
Settembre 1992: Aldo D’Arpini – Alfa Zeta
………………………
Una considerazione aggiunta:
Lo scritto soprastante fa parte di una raccolta di racconti, considerazioni, poesie etc. di mio padre: Aldo D’Arpini. Poco dopo la sua morte avendo “ereditato” la cassetta contenente i suoi scritti, lo inviai a mo’ di “ad memoriam” alla rivista Alfa Zeta, di matrice cristiana, che lo pubblicò. Sì perché mio padre gli ultimi anni della sua vita si scoprì universalista “cristiano”.
Egli inoltre divenne vegetariano, per conto suo senza che nessuno glielo consigliasse. Abitò per parecchi anni a Macerata dove aveva gestito un albergo prima di andare definitivamente in pensione. E lì nel capoluogo lasciò il corpo che è oggi sepolto nel cimitero comunale.
Quindi -in un certo senso- sono un po’ anch’io maceratese. Ed è bene che sia venuto a Treia, ormai in età avanzata, così potrò forse anch’io lasciare il corpo qui nelle Marche. Evidentemente questo fa parte del nostro destino di famiglia, evidentemente dal punto di vista karmico qui c’è una nostra radice. Però oggi non voglio dilungarmi su questo tema… Vorrei solo confermare il detto “buon sangue non mente” e che non c’è bisogno di andare in giro a far proselitismo. L’evoluzione quando il momento è giunto ci fa compiere i passi necessari alla nostra crescita. Perciò, pur mantenendo in vita una delle associazioni vegetariane storiche d’Italia, Il Circolo vegetariano VV.TT., difficilmente faccio opera di apostolato. Mi limito a raccontare la mia esperienza e se qualcuno sente una risonanza, buon per lui!
Paolo D’Arpini

giovedì 9 novembre 2017

Treia, il luogo in cui viviamo è la nostra casa...


... il luogo in cui si vive è la casa avita. Infatti è la comunità in cui viviamo  che  si riconosce come propria. Essa è la propria terra, la propria bioregione, la propria famiglia...  

Ma da questa  riflessione desidero trarre alcune considerazioni su alcuni aspetti della  comunità  di Treia: “solo una personalità debole ha bisogno di simulacri in cui identificarsi”, e questo è proprio ciò che avviene da parte di molti che, speranzosi, si rispecchiano  solo  nell’ideale specifico e limitativo  che essi  amano! Tale atteggiamento, spesso, è passivamente e acriticamente imitativo, e può attecchire in uomini di spirito debole con vocazione forte all’identificazione esteriore e che vogliono realizzare un proprio interesse.

E l’interesse comune?

Dal punto di vista della sintesi dovrebbe trovarsi nell'adesione al concetto di "bene comune". A questo proposito mi sovviene ancora una volta l'insegnamento de grande saggio Ramana:

 "Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo.    Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti  ed  inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima.”. 

Nel tempo antico  i governanti si avvalevano della forza lavoro per produrre benessere comunitario, infatti, senza contadini, artisti  ed artigiani non c’era cibo e nessuna ricchezza; dunque, in qualche modo una forma di tutela esisteva per il popolo, perché un castellano senza mano d’opera, indebolito, non sarebbe sopravvissuto all’ingordigia degli avversari. Ma oggi?...

Paolo D’Arpini


Ah, approfitto dell’occasione per invitarvi tutti alla Fierucola delle Eccellenze Bioregionali che si tiene a Chiesanuova di  Treia l'8 dicembre 2017:  https://auser-treia.blogspot.it/2017/11/chiesanuova-di-treia-8-dicembre-2017.html

sabato 4 novembre 2017

Treia. Appello alla collaborazione sociale e culturale per l'8 dicembre 2017


Risultati immagini per treia fierucola eccellenze bioregionali paolo d'arpini

L'organizzazione della terza edizione Fierucola delle Eccellenze Bioregionali, che si tiene  quest'anno a Chiesanuova di Treia, l'8 dicembre 2017, procede. 

Questa vuole essere una chiamata a raccolta rivolta ai treiesi di buona volontà per invitarli a dare una mano. Uniti si ottengono migliori risultati e si consolida il senso della  Comunità!

Respiriamo la stessa aria, beviamo la stessa acqua, calpestiamo lo stesso suolo, siamo abitanti di Treia. Abbiamo scelto di vivere qui, o ci siamo nati, perché dentro di noi sentivamo lo stimolo di trovare noi stessi, di capire chi siamo.
L’esistenza a Treia, soprattutto in questo momento di crisi sociale ed economica, è caratterizzata dalla capacità d’inventarsi la vita, la fantasia del lavoro creativo. Noi che giorno per giorno scegliamo di vivere e lavorare a Treia, senza fuggire altrove, siamo benedetti come pure condannati dal destino.
A Treia ognuno di noi ha sentito dentro di sé quel fuoco, quel desiderio di armonia e completezza e quella voglia di esprimersi nel produrre qualcosa di bello, non soltanto per denaro. Che sia agricoltura, arte, artigianato, poesia, canto o teatro è solo il modo intercambiabile di esprimere noi stessi.
Proprio per valorizzare questa capacità intrinseca  organizziamo anche quest'anno a Treia  la Fierucola delle Eccellenze Bioregionali, per l’8 dicembre 2017, una semplice fiera paesana -forse- ma anche una meravigliosa fiera campionaria del genio di Treia. 

Paolo D’Arpini

Risultati immagini per treia fierucola eccellenze bioregionali paolo d'arpini
Per collaborare a vari livelli chiamare al 0733/216293

La manifestazione è coordinata da Auser Treia, Parrocchia di Chiesanuova di Treia e Coop La Talea di Passo Treia