venerdì 22 settembre 2017

La spiritualità dell'uomo comune...




Ancora una volta mi sono interrogato sull’attuazione di una spiritualità naturale, o laica, e di come essa possa influire sulla nostra vita quotidiana, soprattutto in considerazione che oggigiorno la nostra vita nel mondo deve corrispondere ad esigenze  di efficienza e di partecipazione, in quanto nella società non sono più accettate forme di “assenza” che siano specificatamente dirette alla ricerca spirituale. 

Questo soprattutto nella consapevolezza che la spiritualità laica non può essere inserita in alcun filone “religioso”… Esistono comunità ed aggregazioni per cristiani, maomettani, buddisti.. insomma per gli “impegnati” nelle religioni, e basta!Tutto sommato ritengo che per noi laici la vita “nel mondo” sia più congeniale, anche perché la nostra ricerca non esula mai dal sé.. ed il sé è presente ovunque ed in ogni tempo… 

L’io individuale (ego) sorge dal riflesso della coscienza nello specchio della mente. Una sovrimposizione identificativa con l’oggetto osservato. L’oggetto è il corpo-mente che reagisce in relazione (al contatto) con gli altri oggetti esterni.Il momento che, nell’autoconoscenza l’identità fittizia con l’agente svanisce quel che resta è la pura consapevolezza. Non è perciò necessario, al fine della realizzazione, che le immagini -il mondo e l’osservatore- scompaiano, è sufficiente che la falsa identità con l’oggetto/soggetto riflesso (ego) scompaia. Ciò significa che il mondo può tranquillamente continuare a manifestarsi non essendo percepito come realtà separata, più o meno come potremmo considerare un sogno rispetto al sognatore.

A questo punto il Sé e la sua manifestazione sono visti come la stessa identica cosa mentre il senso dell’io separativo (del me e dell’altro) viene obliterato.

In fondo il dualismo è soltanto ignoranza di Sé.Il saggio osserva le azioni svolgersi senza che vi sia alcuna propensione o intenzione o giudizio in lui. Spontaneamente ogni cosa avviene confacentemente e conseguentemente al “destino” designato. Il destino è la risposta alla naturale interazione (e predisposizione) dei vari elementi ed aspetti psichici coinvolti… 

Siccome tutto succede automaticamente non vi è alcuna “preferenza” nell’agire del saggio.

Anzi il suo stesso agire è (apparentemente) intenzionale solo agli occhi degli “altri”, giacché per il saggio ogni cosa accade di per sé. Ogni evento vissuto accade semplicemente in sua presenza e lui ne è il testimone silenzioso e distaccato. Il suo agire (o stato) può essere paragonato al sonnambulismo, od al sonno da sveglio. 

Ed inoltre anche il concetto di “destino” o di azione deliberata ha un senso unicamente nella mente dell’osservatore ancora identificato con l’esterno, ovvero di un ego che si identifica con l’agente e con le sue azioni. Ma il momento -come già detto- che tale identificazione è distrutta ogni altro concetto collegato scompare.

La saggezza consiste nel rimanere immune dalla illusione dopo aver compresa la verità. La paura dell’agire e delle sue conseguenze (karma) permane solo in chi vede la pur minima differenza fra sé e l’altro. Finché esiste l’idea che il corpo/mente è l’io non si può essere espressione di verità. Ma certamente è possibile per chiunque, ed in ogni condizione, conoscere la propria vera natura poiché essa è assolutamente vera e reale, è l’unicum per ognuno.

Paolo D'Arpini

Infatti lo stato di puro Essere è comune a tutti ed è la diretta esperienza di ciascuno. Vivere la propria vera natura questo si intende per auto-realizzazione, poiché il sé è presente qui ed ora.

Il pensiero di sentirsi separati è il solo ostacolo alla realizzazione dell’Essere onni-pervadente ed onnipresente.  E pure dal punto di vista empirico identificarsi con l’agente (ego) è un impedimento al buon funzionamento dell’apparato psicosomatico, nel contesto del funzionamento globale. Per cui già l’accettazione intellettuale della verità è una forma liberatoria dalla propensione intenzionale (razionale) ad agire. Ciò che è destinato ad accadere accadrà.

mercoledì 13 settembre 2017

Intenti spirituali ed ecologici per una presenza gentile nel luogo in cui si vive


17 settembre 2015, fondazione del Comitato Treia Comunità Ideale


"Un colpo di luce in mezzo alla luce fondamentale... La cosiddetta oscurità è solo un concetto della mente." (Saul Arpino)

Il 17 settembre del 2015 quando abbiamo fondato  il Comitato "Treia Comunità ideale"  non  c'era l'intenzione di valorizzare un modello urbanistico ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Un saggio disse che  noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Eppure  l´uomo tende a dare maggiore importanza al contesto urbano in cui egli vive.  Ma è nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l´inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Ma per manifestare una vera "idealità" dovremmo riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo naturale  di vivere il luogo e nel luogo.

Lo scopo del nostro Comitato è perciò quello di vivere nel presente e pienamente nel luogo che ci ospita attuando programmi, storie, partecipazioni  nell´ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni... stabilendo  un  punto di incontro e fusione delle anime.

Nel sistema zodiacale cinese  si afferma che la perfezione è sempre presente in ogni aspetto incarnato, ognuno di noi è  una manifestazione del Tao, non serve cambiare sembianze, queste ultime non sono importanti più di un abito che indossiamo.

Anche solo parlare di questi argomenti è già una predisposizione utile per centrare l'attenzione sulla presenza consapevole nel luogo Ed anche questo è una parte del "gioco della Coscienza bioregionale".

Paolo D'Arpini - treiacomunitaideale@gmail.com


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sabato 9 settembre 2017

Autunno, stagione della riflessione - Il mito di Demetra e Persefone


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Con l'equinozio di autunno giunge il momento in cui l'uomo tende a riflettere sulla sua condizione e sul suo destino.  Ed è ovvio che sia così infatti con l'autunno vediamo che la natura inizia a perdere la sua vitalità espressiva rivestendo però i colori più belli. Insomma come è detto nel Libro dei Mutamenti questa è la stagione  in cui si comincia a dar valore alle cose.. che sentiamo stanno sfuggendo. 


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Il mese di settembre inoltre è quello della raccolta degli ultimi frutti, quelli più dolci e più succosi ed i più adatti a rallegrare l'inverno: l'uva, i fichi, le more ed altre bacche, le noci, le nocelle... etc. 

Il vino nell'antichità era considerato bevanda sacra e nobile, infatti anche il cristianesimo l'ha assunto come simbolo divino nella comunione. Ma la preparazione del vino inizia con la raccolta dell'uva e le cerimonie orgiastiche che l'accompagnano sono sempre state occasione di giubilo e magnificenza. Demetra/Persefone, la grande Dea, che in primavera sale dagli inferi per portare abbondanza e messi ed in autunno ridiscende sotto terra per conservare i semi... 

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Ed il vino è l'ultimo suo dono, la consolazione per gli uomini costretti a sopportare l'inverno e le tenebre.... Perciò con l'inizio dell'autunno comincia anche il percorso interiore e quindi il periodo è benedetto. 

Il primo culto misterico europeo di cui ci parla la storia è quello eleusino, che si rifà al viaggio di Demetra (la dea greca della fertilità- un’immagine della Grande Madre, Cerere per i Romani) in cerca di sua figlia Persefone (Proserpina per i Romani), scomparsa nel mondo sotterraneo perché rapita da Ade, il dio degli Inferi. I “misteri” conducono l’adepto nel mondo delle tenebre, delle sue tenebre personali, affinché possa – se non comprenderle – accettarle e integrarle nel sé come strumento di trasformazione, proprio come noi accettiamo il fatto che per sei mesi l’anno (Autunno-Inverno) Demetra, ossia la natura, piange la figlia che deve rimanere sottoterra, e le messi non crescono; mentre quando Persefone, per sei mesi all’anno (Primavera-Estate), si ricongiunge con la madre sulla superficie della terra, ecco che Demetra fa festa e ritorna la vita alla natura. 

Il mistero del ciclo di vita e morte non è comprensibile razionalmente, ma se ne può penetrare l’essenza, riconducendola nell’ambito della sfera personale, entrando in sintonia con una percezione più profonda. Demetra - Persefone, spesso considerata una dea duale (e quindi avrebbe in un certo senso la stessa valenza) rappresenta sia la vita , nella sua veste di Demetra, che la morte, quando si cala nei panni di Persefone: perciò essa apre e chiude un ciclo. La vita, paradossalmente, origina la morte, come Persefone è figlia di Demetra, e anzi il suo alter ego. E’ quindi un tutt’uno. 
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Oggigiorno, come contraltare al trionfo del materialismo, si moltiplica il numero di chi cerca quelle risposte che può solo trovare dentro sé, ma il cammino non è più quello degli “aiuti” esteriori. Si tratta invece di un lavoro molto più riflessivo, un itinerario tutto interiore alla ricerca di se stessi. La conoscenza di sé porta necessariamente alla trasformazione del mondo. 

Questo è il prossimo passo dell’evoluzione umana? 

Paolo D'Arpini

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Articolo collegato: 
Treia. Programma per la celebrazione dell'Equinozio d'Autunno: https://auser-treia.blogspot.it/2017/08/treia-23-e-24-settembre-2017-equinozio.html


domenica 3 settembre 2017

A scuola senza vaccini... - La Costituzione lo conferma!


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Chiariamo subito che per i bambini dai 6 ai 16 anni vince il diritto/obbligo all'istruzione, grazie all'articolo 34 della Costituzione Italiana, quindi i BAMBINI NON VACCINATI POTRANNO ANDARE A SCUOLA.
 
A partire dalla primaria fino al liceo NON DOVRANNO ESSERE VACCINATI PER ENTRATE IN CLASSE. E questa cosa la trovate scritta nera su bianco anche nell'Articolo 3 comma 3 della nuova legge 119 sulla prevenzione vaccinale: "Per gli altri gradi di istruzione* (*dai 6 ai 16 anni) la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola" . 

Significa che potete andare a scuola serenamente senza vaccini. Significa che se non presentate nulla entro il 31 ottobre andranno comunque a scuola. Significa che NESSUNO PUO' TOGLIERVI LA PATRIA PODESTA'. Significa che i vostri figli hanno il sacrosanto diritto di avere un'istruzione gratuita e obbligatoria e che quindi possono andare a scuola NON VACCINATI da oggi fino a quando esisterà ancora la Costituzione Italiana. 

Viva la Costituzione Italiana! 

Articolo 34: "La SCUOLA E' APERTA A TUTTI
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Strategie. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.“

Andate a scuola sereni e soprattutto non cedete al terrore mediatico che stanno diffondendo televisioni, politici e medici tramite subdole strategie di comunicazione.

CORRISPONDENZE INFORMAZIONI RURALI -  cir.informa@gmail.com


venerdì 1 settembre 2017

Una risposta alla questione "plastica"


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Una delle forme più dannose di inquinamento di questi nostri tempi è certamente quella prodotta dalle materie plastiche non riciclabili. Resistono alle intemperie, agli acidi, agli alcali, ai solventi. Se pur di natura organica, non rientrano nel ciclo biologico e perciò né batteri, né enzimi , riescono ad intaccarle , degradarle , distruggerle. Se bruciate, emettono veleni di tale tossicità (es. Diossina), che il rimedio risulta molto peggiore del male. 

Se tra 5.000 anni la nostra civiltà sarà scomparsa, eventuali archeologi di altre future civiltà, troveranno ancora intatte, nei loro scavi, le taniche, i barattoli, le strutture di televisori, di computer, di telefoni, di macchine per ufficio e le stoviglie, le sedie, i tavoli, ecc. 

Quando la tecnica è al servizio del consumismo e del mercato, senza i filtri ed il controllo di uno Stato a salvaguardare gli interessi della comunità, avviene che gli investimenti del capitalismo sostengano studi atti a creare prodotti che diano risposte economiche e cioè profitti, mentre non interessano  e non ci si investe nulla, gli studi sul come evitare i danni che questi prodotti causeranno. Gli utili li incassa il Capitale; i danni sono scaricati sulla collettività ( ..privatizzare gli utili e socializzare le perdite...). Il tutto in una totale carenza Legislativa che regolamenti il problema. Questo Stato , anche con questo governo a parole così sensibile agli interessi popolari, anziché difendere gli interessi della collettività, non vede, non sente, non parla, come le tre prudenti e stupide scimmiette. 

Se si considera che la vera , massiccia diffusione delle materie plastiche data da non più di una cinquantina di anni e si valuta la disastrosa situazione delle discariche che traboccano e soffocano il territorio in tutte le regioni d ‘ Italia e del mondo industrializzato e si aggiunge a questi dati quello spaventoso della tendenza produttiva delle materie plastiche nel mondo , nei prossimi anni , che è valutata in miliardi di tonnellate , si resta angosciati ! E lo si resta con ragione perché se proiettiamo nel futuro l‘attuale situazione delle discariche , considerando che i rifiuti plastici aumenteranno in progressione geometrica , tra quindici o venti anni ne saremo sepolti. 

Le richieste dei “ Verdi” di una tassa sullo smaltimento , pur se fatta con le migliori intenzioni, non risolve nulla. Difatti una  sostanza  non biodegradabile e non riciclabile,  sarà comunque inquinante a fronte di  qualsiasi tassa! Ed allora quale soluzione può essere idonea a risolvere un problema di tale rilievo? 

La soluzione è duplice, Politica e Tecnica. Politica perché è necessaria una svolta  rivoluzionaria  alla interpretazione della libertà di azione del capitalismo. Si deve porre veramente , nei fatti e non a parole , il confine di tale libertà laddove iniziano gli interessi della collettività! In altri termini si deve stabilire una reale preminenza della politica sull‘economia ribaltando l‘attuale situazione in cui è invece l‘economia a condizionare la politica. Solamente in un siffatto scenario è possibile imporre una legislazione che sfruttando le opportunità della tecnica, risolva il problema salvaguardando sia gli interessi sociali che quelli economici del capitale , del lavoro, della collettività. Tecnica perché, inserendo nel problema il parametro fisso della riciclabilità o della biodegradabilità, è possibile ristrutturare l a programmazione delle materie plastiche privilegiando queste caratteristiche sia rispetto all‘estetica, importante solo ai fini consumistici , che rispetto ai costi di produzione che, per i materiali non riciclabili, vanno comunque sommati a quelli di smaltimento, raggiungendo valori di molto superiori. 

Il sistema da noi ipotizzato, in linea generale e quindi certamente perfettibile, è il seguente , articolato in cinque fasi:
1°: Riunire in uno STUDIO multidisciplinare le proprietà chimiche , fisiche , organolettiche e merceologiche di TUTTE le materie plastiche conosciute . 
2°: Stabilire , in un secondo STUDIO , quali devono essere le proprietà chimiche , fisiche, organolettiche e merceologiche specifiche di tutte quelle materie plastiche aventi in COMUNE la possibilità di essere biologicamente degradabili oppure riciclabili al 100% od almeno al 90% e che inoltre non siano tossiche. 
3°: Incrociare a confronto i parametri dei due STUDI per stabilire quali materie o “rosa” di materie plastiche siano idonee alla fabbricazione dei vari manufatti dei quali salvaguardare le caratteristiche. 
4°: Imporre per Legge che i vari manufatti possano essere fabbricati esclusivamente con le materie plastiche giudicate idonee in quanto Biodegradabili o riciclabili e non tossiche e ne sia vietata la fabbricazione con le altre materie plastiche. 
5°: La ricerca di nuove materie plastiche sarà indirizzata in modo da promuovere la creazione di materie plastiche biodegradabili o riciclabili e comunque non tossiche. Così facendo, verrà drasticamente ridotto anche il numero delle specie di materie plastiche prodotte e concentrando la produzione su questo numero ridotto, si avranno in regalo notevolissimi abbattimenti dei costi di produzione ed un considerevole aumento dello sfruttamento degli impianti che ridurrà ulteriormente i costi. 

Si innescherà così un ciclo “virtuoso”, con benefici per tutti. 

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(Fonte:  "La Fiamma" n. 179) 

lunedì 28 agosto 2017

Treia, 23 e 24 settembre 2017 - "Equinozio d'Autunno: raccolta degli ultimi frutti e loro conservazione" - E' tempo di capperi!


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Stiamo lavorando all'organizzazione  della celebrazione dell'Equinozio Autunnale, che si terrà il 23 ed il 24 settembre 2017 fra Treia e Passo Treia.  L'autunno è  la stagione dedicata alla raccolta degli ultimi frutti ed alla loro conservazione. La nostra Caterina Regazzi sta preparando un opuscolo sul tema, che verrà presentato durante la manifestazione, e  visto che siamo in  argomento non possiamo trascurare una pianta che a Treia cresce spontanea e di cui spesso, durante le nostre passeggiate attorno alle mura, abbiamo raccolta infiorescenze e frutti.

Il cappero, pianta che si trova principalmente in tutti i paesi bagnati da Mar Mediterraneo, è una pianta suffruticosa, cioè con una parte basale legnosa, sulla quale si formano ogni anno nuovi germogli che non lignificano, ma che restano erbacei e poi, a fine stagione, si seccano per ricrescere l’anno successivo.

La parte che tutti conoscono ed apprezzano per le sue eccellenti qualità come completamento di numerose pietanze, sono i boccioli fiorali ancora chiusi che vanno conservati sotto sale o sottaceto. E’ una pianta assai resistente al freddo ed alla siccità e non ha bisogno di alcuna attenzione o terreni particolari, cresce su rocce e sassi grazie al suo apparato radicale che si insinua in profondità. Ovviamente, date le sue apprezzate particolarità organolettiche (dopo che è stato lavorato con sale od aceto) è da sempre anche una specie coltivata e comunemente in commercio.

La fioritura è visibile dalla tarda primavera fino a tutta l’estate. Tra le curiosità va segnalato che data la bellezza dei suo fiore, il cappero sta avendo anche l’attenzione del mondo florovivaistico come pianta ornamentale.

Nella medicina popolare del Sud Italia il decotti delle radici di Capparus Spinosa viene utilizzato come efficace antibatterico, diverso invece l'uso  dei frutti carnosi, detti anche "cucunci" che attraverso un particolare processo di conservazione contribuiscono a mantenere il sapore dell'estate anche in pieno inverno...

Ricetta dei frutti dei capperi (cucunci)

Ingredienti: Cucunci, sale grosso, aceto bianco e acqua. Mettili in un contenitore di vetro per 3/4 giorni con abbondante sale grosso marino e su questo metti uno strato di cucunci; poi ancora uno strato di sale e poi di cucunci, fino a completamento; alla fine coprite ancora con del sale. Ogni giorno svuota il contenitore del liquido di vegetazione che si forma. Quando non si trova più acqua vuol dire che i cucunci sono pronti per essere conservati. Prendi dei contenitori di vetro sterilizzati con chiusura ermetica. Sciacqua bene i cucunci sotto l’acqua corrente per dissalarli e poi mettili nei barattoli. Aggiungi una miscela di aceto bianco e acqua in parti uguali e chiudi bene i barattoli; saranno pronti dopo un mese. Perfetti per l’aperitivo o per le vostre insalate.




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Evento Facebook della manifestazione menzionata:

sabato 26 agosto 2017

Un po' di filosofia "spicciola" - Passato, futuro... e l'eterno presente

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Tempo e spazio? Dal punto di vista della “verità ultima” la  Teoria della relatività di Einstein è  come la scoperta dell’acqua calda, infatti è nell’esperienza di ogni essere vivente che la coscienza è fissata nel presente. Il passato è nella memoria ed il futuro nell’immaginazione. Il senso di presenza è costante nell’immediatezza del momento vissuto. Questa la prova sostanziale che il tempo e lo spazio sono solo “concetti”. 

E questa “verità” fu affermata millenni addietro da alcuni saggi indiani che nel mantra della “perfezione” affermarono: “Questo è tutto, quello è tutto se dal tutto togli il tutto solo il tutto rimane”. E cosa significa? Significa che nulla può essere astratto da ciò che è, quindi la ipotetica divisione in nome e forma, spazio e tempo, etc. è solo un’ipotesi, una convenzione. Infatti, come affermava il saggio Ramana Maharshi: “Il passato ed il futuro esistono solo in relazione al presente. Anch’essi sono presente mentre si protraggono. Cercare di voler conoscere il passato ed il futuro, senza conoscere la verità del presente è come voler contare senza l’unità, uno”.

Nella descrizione convenzionale del tempo abbiamo la triade passato, presente, futuro. Ma analizzando meglio scopriamo che queste divisioni sono in realtà prive di significato. 

La parte di tempo di cui siamo immediatamente consapevoli è il presente, ma tale presente non è un “punto” bensì uno scorrere continuo. In esso si sciolgono sia il passato che il futuro e non è possibile stabilire ove termini l’uno ed inizi l’altro. Evidentemente passato, presente e futuro sono distinzioni temporali ma di fatto esse non possono venir distinte nell’esperienza. 

Poiché l’esperienza o consapevolezza è sempre presente. Essa è l’eternità del momento presente, laddove il passato ed il futuro sono solo concetti sovrimposti. Ed nel superamento di tali concetti si scopre la realtà eterna. 

E allora dove sono questo tempo e questo spazio separati da noi, che siamo coscienza? L’essere è sostanza mentre il tempo e lo spazio sono immagini.

E’ proprio così, spazio e tempo vanno assieme come due compari imbroglioni, gatto e volpe che cercano di ingannare il credulo Pinocchio: “semina in noi i tuoi desideri e diverrai ricco…”. Ma essi, non sono reali, sono prodotti dalla mente empirica che abbisogna di un intreccio per gestire le sue creazioni. Essi non hanno uno stato indipendente separato dalla consapevolezza del presente.

Avanti ed indietro, sopra e sotto, vicino e lontano non hanno valore se considerati fuori dal qui ed ora. E se noi indaghiamo sulla natura del qui ed ora scopriamo che è inintelligibile, indivisibile, indecifrabile… è solo presente, è solo esperienza costante e continua. E questa esperienza è comune a tutti, è il sottofondo di ogni coscienza individuale, quindi è la matrice che tutti ci accomuna.

Ma vediamo che la separazione ipotetica di spazio e tempo è necessaria nella considerazione determinista dell’analisi empirica, in relazione ai nomi ed alle forme che noi riconosciamo nel mondo. 

Le posizioni spaziali sopra e sotto, destra e sinistra, etc. sono accettate in riferimento ad un dato punto ed a un dato istante, come pure passato, presente, futuro sono mutamenti di distinzione nel flusso mentale. Perciò quello che viene implicato nel concetto di spazio e tempo è solo il “punto” identificativo al quale ci riferiamo, dicasi il corpo o la mente. Quindi il corpo o la mente possono cangiare mentre lo stato di consapevolezza non muta mai.. è nell’essere eternamente presente nel qui ed ora.

“Io sono, tempo e spazio non sono!”

Forse ci sentiamo un po’ snarriti in questo viaggio senza inizio né meta? Ecco che giunge in nostro aiuto, per sedare i dubbi che la mente ci pone, una bella lezione del saggio Nisargadatta Maharaj: “.…cosa rende il presente così pieno? Ovviamente la mia presenza, io sono reale perché sono sempre ora, nel presente, e ogni cosa che esperimento condivide la mia realtà. L’evento corrente, ha una peculiarità che non può avere quello ricordato o quello immaginato. Una cosa centrata nell’ora e nel qui è totalmente con me, è la mia stessa realtà che impartisce realtà all’esperienza vissuta”

Scopriamo così che la cosiddetta “casuazione” è riposta nella mente, una sorta di riflesso o processo indotto dallo svolgimento osservato degli eventi nello spazio tempo, che non esiste…

E la teoria del Big Bang, della creazione, etc.? Beh, la mente ha pur bisogno di credere in qualcosa di solido per mantenere la sua integrità fittizia...

Paolo D’Arpini - spiritolaico@gmail.com




Comitato per la Spiritualità Laica - Via Mazzini, 27 - Treia (Mc) - Tel. 0733/216293

venerdì 25 agosto 2017

Treia, 25 agosto 2017. Ancora scosse nel maceratese

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Ancora scosse nel maceratese - Il 25 agosto a Treia, in mattinata, prima dell'alba, ho sognato che il letto ballonzolava. Poi ho appreso che non era un sogno ma realtà: c'è stata una scossa di terremoto alle ore 5:44: la magnitudo è stata di 3.3, con epicentro a Caldarola, in provincia di Macerata. Alle 7:22 si è verificata una seconda lieve scossa sempre nella stessa zona...

Dopo l'ultimo  sisma di Ischia, che segue i recenti scossoni del Centro Italia, sembra che nulla possa farsi per prevenire i terremoti.  Ed in verità nemmeno i soccorsi funzionano, qui nelle Marche le macerie stanno ancora lì e gli sfollati attendono da un anno le "casette".  


Eppure l'Italia è sempre stata soggetta a movimenti  tellurici ma la lezione non è stata imparata dai nostri governanti. E sì che Il primo regolamento antisismico d’Europa nacque nel Regno di Napoli per volontà dei Borbone, dopo il terribile terremoto della Calabria meridionale del 1783. Forse i Borbone erano più accorti dei nostri governanti "democratici"?  Premesso questo qualcuno dovrebbe spiegare perché in Italia ogni qualvolta vi sia una scossa di terremoto da noi diventa tragedia nazionale con crollo di migliaia di edifici e decine di morti, proprio come in un paese del terzo mondo...

Paolo D'Arpini

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P.S. - A proposito di terremoti ripropongo un articolo molto interessante pubblicato 3 anni fa sulle modificazioni delle zolle tettoniche e sulle cause dei continui terremoti a cui l'Italia è soggetta:   http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/01/litalia-trema-ancora-placche-tettoniche.html 


Articolo del 26 agosto 2017 su Il Resto del Carlino di Macerata

mercoledì 23 agosto 2017

3 settembre 2017 - Anticoli e Treia si congiungono in una danza ideale, ad onore di Alberto Meriggi


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"Il 3 settembre 2017 il Comune di Anticoli Corrado (Roma) conferirà la Cittadinanza onoraria al Prof. Alberto Meriggi di Treia. E’ previsto un gemellaggio tra le due bande musicali, di Treia e di Anticoli. Ci sarà un concerto con esecuzioni di entrambi le bande"

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Il nostro concittadino,  prof.  Alberto Meriggi,  sta ampliando sempre più le sedi di sua concittadinanza, dopo aver ottenuto quella di Appignano ora, il 3 settembre 2017, si accinge a ricevere anche quella di Anticoli Corrado, un ameno borgo in provincia di Roma, che si erge  su di un costone dei monti Ruffi, dominante la sottostante valle dell'Aniene. Il suffisso Corrado è da attestare al signore Corrado di Antiochia; le prime notizie storiche di Anticoli Corrado, infatti, sono legate al sovrano nipote di Federico II di Svevia.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entri Treia con Anticoli ma basterebbe conoscere un po' la storia della nostra città per sapere che Corrado d'Antiochia è un personaggio chiave delle vicende che segnarono il nostro passato e quindi il nostro presente. Nella porta di Vallesacco permane affissa  una lapide  in ricordo di una famosa battaglia (e successivo imprigionamento del nobile Corrado, beffato dai treiesi) rappresentata  in un famoso quadro del Minardi, ripreso poi nel sipario del teatro comunale di Treia. 


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Il nome di Corrado  venne anche evocato in un affresco sul soffitto della ristrutturata Sala Consiliare, ma sempre con lo stesso spirito autocelebrativo, infatti vi si legge: “Fortitudo eius Conradum tenuit”, la sua forza, la forza di Treia, fermò Corrado.

E dei temi storici che coinvolgono in larga misura i due centri  il prof Alberto Meriggi, docente di storia medioevale, se ne è occupato ripetutamente ed in varie occasioni, sin dal 1990, in occasione della presentazione ufficiale del  suo libro su Corrado D'Antiochia, e  durante conferenze e convegni svoltisi in luoghi diversi. Da qui l'onorificenza della cittadinanza onoraria.  Un onore che viene sancito anche in forma ludica, ovvero musicale, poiché il 3 settembre ad Anticoli ci sarà  la Banda di Treia in gemellaggio  con quella di Anticoli e non mancherà una rappresentanza comunale per ufficializzare l'evento.   


   
La banda di Anticoli Corrado


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La banda di Treia

Per me,  che sono un treiese oriundo proveniente da Calcata, c'è  un ulteriore motivo di soddisfazione nel riconoscimento concesso all'amico Alberto Meriggi. Per via che sia Calcata che Anticoli durante la fine del secolo scorso erano famose e celebrate per la rigogliosa attività culturale, essendo entrambe riconosciute come centri paesaggistici che ospitavano numerosi artisti e belle donne. Ricordo che  negli anni a cavallo fra il  '70 e '80 ci furono diversi interscambi e quasi una giocosa concorrenza per avere la palma di "paese dell'arte".  


Ora  tocca a Treia, sede di una comunità ideale, di congiungersi con Anticoli  a suon di musica, arte e cultura... Colgo l'occasione, quindi, per congratularmi con Alberto Meriggi per l'opera meritoria da lui compiuta e per invitare gli amici laziali a partecipare il 3 settembre alla bella manifestazione che si tiene ad Anticoli Corrado. 

Paolo D'Arpini

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lunedì 21 agosto 2017

Raccolta antologica benefica "Adriatico: Emozioni tra onde di parole e sentimenti"


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Gentilissimi, con la presente siamo a invitarvi a partecipare alla antologia benefica dal titolo "Adriatico...." nata da una idea di Stefano Vignaroli e Bogdana Trivak. Si tratta di una antologia di poesie e racconti brevi a tema "il mar Adriatico" che conterrà testi in lingua italiana di poeti e intellettuali italiani e stranieri (significativa è la partecipazione di poeti albanesi e di intellettuali dei Paesi Balcanici) a scopo benefico. Difatti i ricavi che deriveranno dalle donazioni per l'acquisto del volume verranno destinati all'Istituto Oncologico Marchigiano (IOM).

Crediamo che sia un bel progetto, non solo perché ha il fine nobile di aiutare un ente che fa studio, ricerca e aiuto concreto nelle case di malati di tumore ma perché consente di avvicinare, idealmente, intellettuali delle "due sponde" del Mar Adriatico.
Per il progetto sono stati richiesti i patrocini morali delle maggiori città e province italiane e straniere che si affacciano sull'Adriatico e molti di essi sono stati già formalizzati: questo contribuisce a valorizzare la nostra iniziativa culturale.

L'antologia verrà presentata in più date, in vari centri dell'Adriatico, nel corso del 2018, con il sostegno delle relative amministrazioni che l'hanno patrocinato e di quanti, di voi, vorranno rendersi utili e collaborativi nel darci una mano nell'organizzazione di eventi.

E' possibile partecipare entro il 3 settembre 2017.
Il bando di partecipazione in formato pdf può essere raggiunto a questo link:  http://leggerepoesia.altervista.org/lantologia-di-poesie-e-racconti-a-scopo-benefico-dedicata-al-mar-adriatico/ 

Sperando di aver fatto cosa gradita, l'occasione è propizia per salutare cordialmente.

 

Associazione Culturale Euterpe
c/o Via Toscana 3 - 60035 JESI (Ancona)


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Mia rispostina: “Cari amici di Euterpe, siamo lieti del vostro progetto per la valorizzazione della cultura marchigiana e cogliamo l'occasione per invitavi ad una prossima manifestazione culturale che si tiene il 23 settembre 2017 presso la cooperativa La Talea di Passo Treia, con inizio alle ore 15. La manifestazione è dedicata alla celebrazione dell'Equinozio di autunno ed alla tradizione contadina della raccolta degli ultimi frutti  ed alla  loro conservazione,  e intende valorizzare e ricordare questo prezioso momento stagionale. Previsti diversi eventi tra cui la presentazione del libro sulla magia della natura, "Gli incantatori di serpenti", di Simon Smeraldo...” (Paolo D'Arpini)

giovedì 17 agosto 2017

Consigli sintetici sul cosa fare in caso di attacco nucleare



Cosa fare prima di un attacco nucleare:
Fare scorta di cibo a lunga scadenza, procurarsi una o più lampade portatili a pile (con batterie di riserve) o a carica manuale. Può convenire preparare due kit, uno più grande, per il posto di lavoro, l’altro, portatile, da tenere in macchina in caso di evacuazione
Elaborare un piano di comportamento per la propria famiglia in caso di emergenza atomica. Al momento dell’attacco i membri della famiglia possono trovarsi in posti diversi, perciò occorre decidere in anticipo come comunicare e dove ritrovarsi
Informarsi sui rifugi antiradiazioni più vicini. Se non ce ne sono, fare un elenco dei luoghi che potenzialmente potrebbero servire a questo scopo: scantinati, oppure stanze senza finestre situate ai piani di mezzo degli edifici più alti.
Come comportarsi durante un attacco nucleare:
Siate psicologicamente preparati a dover rimanere al riparo per almeno un giorno o comunque fino a quando le autorità non vi daranno il via libera ad uscire
Non appena le autorità hanno provveduto a diramare l’avviso di un imminente attacco, occorre trovare quanto più rapidamente possibile riparo in un edificio chiuso, meglio se in mattoni o cemento armato
Ascoltare le informazioni ufficiali online, alla radio o in tv e seguire le istruzioni diramate dagli organi di soccorso
Se trovate sul vostro cammino uno scantinato o un locale chiuso e riparato entrateci subito
I due luoghi migliori dove trovarsi al momento di un attacco sono o sottoterra o al centro di un edificio alto.
E’ essenziale che tra voi e le sorgenti di radiazioni vi sia quanto più possibile un “guscio” di cemento, mattoni o terreno
Come reagire se siete all’aperto al momento dell’esplosione di una bomba atomica?
Non guardate in nessun caso l’esplosione. Il bagliore potrebbe accecarvi
Riparatevi dietro qualunque oggetto che in quale modo possa proteggervi dall’onda d’urto
Buttatevi a terra e copritevi la testa. L’onda d’urto potrebbe investirvi in 30 secondi dall’esplosione
Anche se vi trovate a molti km di distanza dall’epicentro dell’esplosione nucleare mettetevi al riparo il più presto possibile. Il vento può trasportare le particelle radioattive fino a centinaia di kilometri di distanza
Se al momento dell’esplosione, o subito dopo, siete in strada cercate di proteggere il vostro corpo dal materiale radioattivo
Toglietevi i vestiti, per evitare di veicolare le particelle radioattive. Soltanto togliendosi la giacca, ci si può liberare di quasi il 90% delle particelle radioattive
Se ne avete la possibilità sigillate in un sacco di plastica i vestiti radioattivi e marchiatelo
Non grattatevi e non strofinate la pelle contro niente
Fatevi una doccia, lavate i capelli con lo shampoo ma non usate balsamo
Radiazioni. Come difendersi?
La quantità di precipitazioni radioattive dipende in misura diretta dalla potenza della bomba e da quanto vicino alla superficie della terra è esplosa
Prima di uscire dai rifugi occorre aspettare le comunicazioni delle autorità per sapere dov’è possibile andare e quali luoghi è meglio evitare
Non dimenticarsi che le radiazioni sono invisibili. Non si vedono, non si annusano e non si riconoscono con nessuno dei cinque sensi.
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lunedì 14 agosto 2017

Treia. Resoconto della Visita alla Grotta di Santa Sperandia: alla scoperta delle piante curative - 13/08/2017


L'immagine può contenere: albero, cielo, pianta, spazio all'aperto e natura

Nella bella e finalmente quasi fresca mattinata del 13 agosto 2017, un gruppo eterogeneo di un ventina di persone e forse più, molti sconosciuti tra loro, partono da Treia alla volta del Monte Acuto, verso il santuario di Santa Sperandia, la santa dalle prodigiose capacità taumaturgiche.

L’evento, organizzato da Paolo D’Arpini  e Caterina Regazzi, ha richiamato anche Sonia Baldoni, soprannominata "la Sibilla delle Erbe",  esperta di piante officinali,  che durante il tragitto a piedi verso la grotta ha raccolto e spiegato le proprietà officinali delle piante spontanee che via via, camminando, si incontravano lungo il percorso. Sonia ha tenuto una sorta di lezione itinerante sul campo, trasmettendo con passione il suo sapere e il suo amore per le piante.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi, albero, pianta, spazio all'aperto e natura

La grotta si trova ai piedi di una lunga scalinata di legno, è un posto  dal panorama bellissimo sulla valle sottostante coperta di boschi, peccato però che accanto alla cavità principale sia stata costruita una piccola cappella o altare in cemento, che altera e contamina il fascino di un luogo così selvaggio.

Dopo il pranzo al sacco e prima di lasciare l’eremo, Sonia ha richiamato il gruppo in un coinvolgente rituale al termine del quale ognuno è  tornato alla spicciolata verso le proprie case e città...  

Antonella Riva

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute, bambino, scarpe e spazio all'aperto


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L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono

Commento di Paolo D'Arpini: 

"Ringrazio Antonella, una professoressa liceale di Roma,  amica di Caterina, che ha trascorso con noi la "settimana della condivisione" (Feriae Augusti, dal 6 al 13 agosto), per la sintetica relazione sull'ormai tradizionale pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia. La mattina, prima di partire, abbiamo avuto il piacere di constatare, durante la colazione al solito baretto di Treia, che il Resto del Carlino aveva recensito l'evento, come pure la rivista culturale "La Rucola" che aveva pubblicato l'intero programma in precedenza. Infatti la partecipazione alla escursione è stata più nutrita rispetto agli anni scorsi. Forse il successo è derivato anche dalla collaborazione fra i vari enti che hanno contribuito alla manifestazione: Treia Comunità Ideale, Circolo Vegetariano VV.TT. ed Auser Treia, che in particolare ringraziamo per l'aiuto divulgativo..."

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Commento di Caterina Regazzi: 

"Maria Sonia era arrivata la sera prima a Treia accompagnata dalla fida Maria, una ragazza giovane e dinamica, molto positiva e intraprendente. Ci siamo incontrati al Forno per una buona pizza, erano con noi anche Valeria, Mara Dalia ed Antonella. Si è capito subito che Sonia era particolarmente in forma, solare e loquace come suo solito. Ha voluto poi però riposare da sola e l'abbiamo ospitata nella "stanza della nonna". L'indomani era abbastanza fresco e così, sollecitata in tal senso da Paolo, abbiamo portato anche Magò, che purtroppo ogni tanto faceva un po' i capricci per cui non mi sono potuta godere le spiegazioni come si dovrebbe... peccato! E' stata comunque una delle più belle escursioni a Santa Sperandia della mia vita (e ne ho fatte tante), grazie anche ai numerosi presenti intervenuti, parte venuti da lontano (Roma, Lecco, etc), ma buona parte treiesi, finalmente!  Grazie a tutti, grazie, Sonia!"

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Album fotografico di Caterina Regazzi: 




Video di Luciana Montecchiesi: 




Album fotografici di Luciana  Montecchiesi: 




L'immagine può contenere: pianta, albero, spazio all'aperto e natura

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mercoledì 9 agosto 2017

8 agosto 2017 - Feriae Augusti e laboratorio crudista in quel di Fontenoce


L'immagine può contenere: cibo

Seguendo il programma  "Feriae Augusti" (settimana della condivisione)  la serata di martedì 8 agosto 2017, giorno della ricorrenza del mahasamadhi di Nityananda e con ancora lo spettacolo della luna piena in cielo, avevamo chiesto all'amica  Gigliola  di preparare assieme a lei una cenetta conviviale, con le sue erbe e ortaggi di campo, e lei ha acconsentito. 

Gigliola si sta specializzando nel "crudo" e grazie alla sua esperienza e fantasia e alla sua "capacità didattica" ci ha fatto una bella lezione - laboratorio di preparazione di piatti belli, buoni e soprattutto sani seguita ovviamente dal consumo dei piatti stessi. 

L'immagine può contenere: 1 persona, cibo

Dopo alcune telefonate avevo radunato una decina di persone e alle 19 circa eravamo in quel di Fontenoce nell'aia di Gigliola. Erano con noi Antonella, Danizete, Donatello, Adriano, Lauretta e poi Mara, Matteo e Laura, che ci hanno raggiunto da Loreto e Recanati.  Altri amici erano stati invitati da Gigliola, tra i quali conoscevamo solo Giovanni di San Severino Marche.


Appena arrivati Gigliola ci ha mostrato una cosa strana: una serie di sacchi pieni di farro bagnato in fase di germogliazione appesi ad un albero. Poi, sulla serie di tavole allestite con assi e cavalletti in due e due quattro, ha disposto in una serie di bacinelle e terrine, con la modesta attrezzatura per la lavorazione: coltelli, taglieri, un tritatutto, ciotole varie, e tutta la serie di ingredienti con cui produrre le pietanze finali: foglie di radicchio e di verza, pomodori, zucchine, semi di girasole, olio di girasole, portulaca,carote, cetrioli, farro, capperi, noce moscata per fare spaghetti di zucchine in salsa di portulaca e in salsa di pomodoro, pomodori ripieni, insalata mista che abbiamo preparato assieme al momento.In più erano già stati preparati da lei dei falafel crudisti (credo si possano chiamare così) e dei dolcetti a forma di stella a base tra l'altro di grano saraceno, datteri e mandorle. Da bere succo d'uva, kombucha e acqua con l'Idrolitina, tanto cara a Paolo.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e notte

Mentre la maggior parte di noi aiutava nella preparazione, con la meravigliosa scoperta di un semplice attrezzo per fare gli spaghetti di zucchine, Paolo, un po' distante, parlava con Matteo e Mara della filosofia advaita: mi sarebbe piaciuto averlo potuto ascoltare, è sempre piacevole e stimolante!

Finita la preparazione abbiamo apparecchiato in fretta. Ma i piatti per contenere le pietanze consistevano nelle foglie di verza, ottima soluzione per evitare il disagio del lavaggio piatti finale.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che ballano

Gigliola ha scherzato dicendo che alle cene crudiste la preparazione fa sì che si faccia sempre alquanto tardi, così le persone, affamate, mangiano tutto senza fiatare, ma in realtà il cibo era veramente saporito e leggero. Sicuramente un'esperienza da ripetere, sarebbero da sperimentare nuovi piatti e da portarne alcuni nella nostra alimentazione quotidiana, senza però, come suggerisce la nostra "maestra" mischiare crudo e cotto, che pare non vada bene.

Buon appetito!

Caterina Regazzi