domenica 23 luglio 2017

Treia. dal 28 luglio al 6 agosto 2017 - XXXIX Disfida del Bracciale


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Dal 28 luglio al 6 agosto 2017 la città di  Treia rivive le antiche tradizioni attraverso un connubio unico di storia, cultura, sport e gastronomia, dando vita a una delle più belle e antiche manifestazioni   d’Italia. Per l’occasione la città  si veste a festa, ornandosi dei vessilli dei quattro rioni impegnati nel gioco della Disfida  del Bracciale: il blu del Borgo, il verde del Cassero, il viola del Vallesacco ed il giallo dell’Onglavina.

Durante la settimana  verranno giocate varie partite eliminatorie tra i diversi  Rioni, ma la Disfida  non è solo sport, folclore e divertimento,  è anche l’occasione per scoprire il patrimonio artistico-culturale della città di Treia: il Museo Archeologico, custode di rare testimonianze del culto di Iside e della Trea romana, la prestigiosa Pinacoteca, il Teatro Comunale,  l’Accademia Georgica e Villa La Quiete, meglio conosciuta come Villa Spada, un monumento tra i più rilevanti dell’Ottocento italiano ed una delle più belle ville neoclassiche delle Marche, immersa in un parco di circa 2 ettari. 
Nei giorni della manifestazione saranno allestiti, inoltre, numerosi percorsi espositivi e si potranno degustare le specialità treiesi nelle varie taverne aperte per l'occasione.
Domenica 6 agosto, alle ore 15,30, sarà possibile ammirare il Corteo Storico in diurna, uno dei momenti più suggestivi della settimana, durante il quale sfileranno per le vie della città 400 figuranti in costume d’epoca, rappresentativi dei personaggi che abitavano i rispettivi quartieri: i nobili del Cassero, gli artigiani di Vallesacco, i contadini del Borgo e gli zingari di Onglavina. La Sfilata farà da preludio alla Disfida vera e propria che si disputerà in Arena fino alla finalissima delle ore 18,00. 
La manifestazione si concluderà  verso la mezzanotte con uno spettacolo pirotecnico.
Paolo D'Arpini
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Scrive  Ente Disfida del Bracciale: "Nonostante il terremoto e la crisi economica, da cui a fatica stiamo uscendo, le attività industriali e il mondo artigiano del territorio hanno contribuito ad assicurare la realizzazione di una manifestazione di alto livello.

Quarantadue comuni della Provincia di Macerata su cinquantasette rientrano nel cosiddetto “cratere”, compresa Treia che ha subito notevoli danni.
Grazie alla PASSIONE e l’ORGOGLIO della nostra comunità, al supporto della Protezione Civile e del centro operativo comunale per il sisma, tutte le famiglie che hanno subito danni sono state sistemate in abitazioni sostitutive in attesa di rientrare a breve nelle loro abitazioni recuperate.

Questa è stata per noi la prima Disfida vinta di quest’anno, con questo ORGOGLIO e con questa PASSIONE ci accingiamo a dar vita a questa XXXIX Edizione della DISFIDA DEL BRACCIALE.

Vi aspettiamo numerosi  a Treia, dal  28 luglio al  6 agosto 2017,  in uno dei Borghi più belli d'Italia.


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Treia - Giorgio Bartolacci


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martedì 18 luglio 2017

Treia e Piangiano, 7 ed 8 agosto 2017 – Festa dell’Acqua Cotta e visita agli alveari di Renzo Giuliodori

"Omaggio alla bellezza universale, quando un siddha torna ab origen, quando l'uomo torna figlio del Divino, quando l'umanità ritrova il proprio posto e il proprio scopo, tutto accade semplicemente, tutta la gioia torna spontanea e permanente, tutta la verità dei mondi torna chiara, piena di bellezza" (Clenz Domus Venece)


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Seguendo la tradizione, come da calendario interno, anche quest’anno  celebriamo la consueta ricorrenza della Festa dell’Acqua Cotta.  La cerimonia  viene suddivisa fra il 7 e l'8 agosto 2017. Durante la celebrazione   la “comunione” consiste di acqua calda, pan secco ed erbe che siamo riusciti a raccogliere durante una passeggiata erboristica … e chi conosce la natura sa che ad agosto di erbe ve ne sono ben poche… è perciò importante che i partecipanti apprendano velocemente a riconoscerle per non lasciarsene sfuggire nemmeno una. Cerchiamo in questo modo di risvegliare nei neofiti l’amore per il necessario e la gioia di godere di quel che si ha, senza aspettarsi la manna dal cielo.

Due parole sull’origine di questa manifestazione. Ricordo che già dai primi anni della fondazione del Circolo vegetariano  avevo inserito in calendario la commemorazione dell’8 agosto, la data in cui nel 1961 il mio nonno spirituale, Bhagawan Nityananda, lasciò il corpo. Certamente la ricorrenza non aveva alcunché di prosaico, ed era più che altro una celebrazione di carattere spirituale … ma accadde che “i turisti per caso” Syusy Blady e Patrizio Roversi, decisero di venire a trovarci per girare un reportage sulla nostra realtà, e scelsero proprio quella data. Dovetti pensare a qualcosa per coinvolgere un po’ di amici nell’evento e ricordai che quello era il periodo, nella consuetudine contadina, in cui si preparava l’acqua cotta.

Recuperai perciò una ricetta locale ed assieme alla banda di soci ed amici, che solitamente volontariava la presenza in occasioni simili, “ripristinai” la prima Festa dell’Acqua Cotta. La cosa non mi sembrò irriverente nemmeno nei confronti di Nityananda infatti voi sapete che nell’antichità si usava commemorare i defunti con pranzi e banchetti, perciò questa celebrazione mi parve di buon auspicio…


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Programma   del  7 agosto 2017:

Ore 18.30 – Partenza dalla sede AUSER Treia (Via Lanzi) per una passeggiata erboristica lungo le rupi di Treia alla ricerca di erbe commestibili. Con sosta ai giardini di San Marco (Torre Onglavina), in attesa dell'apparire della Luna Piena.
Ore 21.00 – Canto in Onore di Nityananda nella sala di meditazione del Circolo Vegetariano.


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Programma  del  8 agosto 2017:
Ore 18.00 – Partenza dalla sede AUSER Treia per recarci in visita agli alveari di Renzo Giuliodori in località Piangiano e successivo spostamento  in un luogo amico   per la degustazione dell’acqua cotta.
Info. sui programmi:
Paolo D’Arpini –  Tel. 0733/216293



La manifestazione si svolge in collaborazione tra Auser Treia, Circolo vegetariano VV.TT. e Comitato Treia Comunità ideale 


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lunedì 17 luglio 2017

Una comunità ideale non è qualificata dalla religione o dalla ideologia ma dall'umanità che essa rappresenta


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In questo momento storico in cui assistiamo ad un “clash! fra varie culture, mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di una ideologia, di una religione, le contrapposizioni  si manifestano a livello planetario. 

Buddisti contro scintoisti, cristiani contro atei, ebrei contro musulmani, destri contro sinistri, etc. etc.

In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane.

Io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente, con spirito laico e sincretico, ma in questi giorni ho notato a tratti alcune devianze un po’ deliranti.. in cui le accuse verso "altre" religioni  sono anche motivo di separazione e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana (che spesso è il discorso anche di parecchi cosiddetti “atei" razionalisti oltre che di "credenti" ben definiti...)

Tempo fa nel nostro gruppo teatrale, il Cinabro, stavamo facendo le prove di tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

Ecco la mia riposta ai professori della fede (o della non fede): Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..! Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso (o ateo), non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete un ebreo se lo accoppiate con una taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano…. 

Le religioni e le fedi sono solo etichette messe lì da “satanasso” a creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, gli atei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome”

Sursum corda… Esseri Umani


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Paolo D’Arpini

mercoledì 12 luglio 2017

Treia, dal 6 al 13 agosto 2017 - Settimana della condivisione conviviale


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In piazza a Treia - Finale della Disfida del Bracciale

Ci sono dei momenti in cui mi pare di avere una vita perfetta, di non avere niente da desiderare, niente da modificare e lo scorrere delle ore è sereno, momento per momento. Oggi ha piovuto forte e così il caldo si è un po' smorzato, l'aria si è ripulita, io e Paolo abbiamo avuto la nostra cenetta frugale ma saporita a base del pane fatto da me con farine biologiche e semi di girasole, formaggio, pomodori maturi e saporiti acquistati  da una delle mie verduraie di fiducia, basilico fresco dell'orto, marmellata di prugne del giardino e mirabolani ricevuti da un'amica. Da bere acqua frizzante,   non di bottiglia ma della Casa dell'acqua di Spilamberto, (sperando che presto ne facciano una anche a Treia), kefir e kombucha. La cagnetta e i gatti hanno anche loro ricevuto il loro pasto e ho buttato anche qualche bocconcino dal terrazzo: ci sono dei ricci che bazzicano nel giardinetto e apprezzano.

Io e Paolo siamo sereni, durante il pasto qualche battuta, a volte "pepata", ma si riconosce che è a fin di bene e poi torna il sorriso. Durante il giorno non manchiamo mai di fare le nostre pratiche.

Questo sarà il "clima" che si respirerà a Treia,  durante la "Settimana della condivisione" che si svolge dal 6 al 13 agosto di quest'anno. 

Vorrei che questo  nostro stato di pace si potesse estendere ad altri per sentirci tutti parte della stessa famiglia, quella umana, lasciando da parte stress, artificio, convenienze, ma apportando al vivere comune, ognuno quel che potrà e vorrà condividere.

In tutto questo non mancheranno i momenti di svago e di divertimento, le feste paesane, le gite al mare o in montagna, le passeggiate attorno alle mura del mio bel paese, Treia (MC), con la vista che spazia dai monti al mare, le gite in aziende agricole vicine per conoscere prodotti locali o assaggiare qualche piatto ben cucinato, la "pizzata" nell'agriturismo dove ormai siamo di casa. 

La passeggiata/pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia chiuderà la settimana, mettendo alla prova la nostra resistenza e lasciandoci con un senso di pienezza e di soddisfazione per il dovere compiuto.


Caterina Regazzi


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martedì 4 luglio 2017

Ringraziamento a Madre Terra


In questo nuovo millennio sia la società capitalistica, sia ciò che
rimane della società del cosiddetto “socialismo reale”, sia le società
percorse da movimenti a carattere religioso-integralista, stanno
mettendo terribilmente in luce tutti i loro limiti ambientali, sociali
e economici. Il pericolo planetario di una catastrofe nucleare, la
guerra, l’inquinamento, l’ingiustizia sociale, sono solo tra i più
eclatanti aspetti che stanno lì ad incrinare profondamente il mito di
dominio e di sviluppo che sembrerebbe abbia sempre guidato queste
società di tipo gerarchico-dominatore nei loro pensieri e nelle loro
azioni.

Ma nella storia degli esseri umani e in particolare in Europa, le cose
sono andate sempre così? È proprio un destino intrinseco delle società
umane, dalle più semplici alle più complesse, generare aggressività
violenza e dominio nei confronti degli esseri umani stessi e della
natura? E cosa possono rappresentare attualmente movimenti alternativi
ecologisti come il bioregionalismo o anche il movimento per la pace o
il femminismo, rispetto allo spiegamento di forze culturali e
materiali messe in campo dalle società dominanti per mantenere
invariata la loro supremazia?

Per cercare una risposta a questi interrogativi e ritrovare le nostre
antiche radici europee, insieme alla saggezza dei nostri antenati
nativi, ecco quella che a prima vista potrebbe sembrare solamente una
bella storia ma che potrebbe servirci per dare un nuovo significato
alla nostra vita…

«Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l’un l’altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra».
(Dolores La Cappelle, da Earth Prayers)

(Fonte: Bioregionalismo Treia)

giovedì 29 giugno 2017

Treia - Laboratorio di vita bioregionale


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Essendo vissuto per moltissimi anni in un contesto urbano (sono nato e vissuto a Roma ed ho anche abitato a Verona per  diversi anni), ed avendo anche tentato un esperimento di ri-abitazione di un piccolo borgo abbandonato, Calcata, con conseguente tentativo di ricostituire o -perlomeno- avviare un processo di comunità ideale (non so con quale successo...), posso affermare che massimamente il mio procedere "bioregionale" si è svolto in un ambito sociale "cittadino". Ma attenzione, essere un cittadino non significa abitare in città bensì vuol dire riconoscersi in un "organismo" di civiltà umana.


Dal 2010 mi sono trasferito in una cittadina delle Marche, Treia, e questo è un successivo passo avanti verso la mia ricerca di una sistemazione sociologica ideale.... Infatti Roma è abitata da 6 milioni di persone, è  una grande metropoli, Verona conta circa mezzo milione di abitanti, Calcata meno di mille... Mentre Treia arriva quasi a diecimila. Insomma sto cercando una giusta via di mezzo, adatta al mantenimento di un sano rapporto con l'ambiente senza dover rinunciare ai vantaggi della "civitas", essendo noi umani esseri altamente socializzanti....

La parola "Bioregionalismo"  descrive un modo di vivere che fa parte della storia della vita sul pianeta ed ha contraddistinto tutte le civiltà umane (sino all'avvento dell'industrializzazione selvaggia e del consumismo). Diciamo che il vivere "bioregionale" denota un comportamento  che sorge dall'esigenza profonda di allacciare un rapporto sacrale con la terra e con tutti i suoi abitanti, animali e piante compresi. Questo rapporto si conquista partendo dalla volontà di capire e sentir proprio -riabitandolo- il luogo in cui viviamo.

Una bioregione infatti non è un recinto di cui si stabiliscono definitivamente i confini ma una sorta di campo magnetico (aura - genius loci) distinguibile dai campi vicini solo per l'intensità delle caratteristiche che formano la sua identità, alla stessa stregua degli esseri umani, contemporaneamente diversi e simili l'uno all'altro.

Il vantaggio di vivere in una comunità come Treia, abbastanza grande da consentire discreti rapporti relazionali, e non separata dalla natura che la circonda, risulta nella capacità di ogni suo abitante di poter condividere habitat, cultura e conoscenze, un modo ottimale per poter garantire alla comunità un "animus" collettivo. 

Questo vuole essere anche l'esperimento portato avanti dal nostro Comitato Treia Comunità Ideale.

Paolo D'Arpini

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mercoledì 21 giugno 2017

Cari marchigiani, come me, terremotati....


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Amati Colleghi Terremotati, come state? 

Dopo un anno quasi, come vi sentite? 

Le interviste sono finite, il momento d'oro delle tv pure, niente più momenti di gloria, le promesse sono rimaste tali e allora come va con gli intrallazzi?

Le stalle, le scarpe della Nike, il Napapijri, chi ha trovato lavoro alla Tods, i succhi di frutta all'ananas in cantina e le manifestazioni manovrate, i concerti e spettacoli di partito, le associazioni e gli sponsor e i movimenti libertari e Il T16 che non c'è più, le tasse sulle case distrutte e le bollette sull'acqua e il gas? Siete contenti? 

Lo stesso piano globale... con la scusa della sicurezza... hanno militarizzato le nostre terre, (che solo per tornarci ci vuole il visto del presidente), mentre mafiosi, corrotti e politicanti superstipendiati sul territorio decidono del nostro domani o meglio dire del LORO DOMANI.

Ecco amici la complicità non è da meno della truffa,-e dell'omicidio... 
questa poesia ha quasi un anno e direi che potrebbe essere attuale anche tra 100, mi complimento per la vostra dignità, si fa per dire e un po' teneramente della vostra incoscienza


TERREMOTO 2016

Trema trema balla tutto
gente, case tutto un lutto
il Bel Paese ormai è distrutto
colpa de quarche farabutto?

Che coi soldi della tasse
sta su un’isola a grattasse
co’ li pantaloni corti
sopra ai corpi de li morti
e le Multinazionali
mo’ riaccendono i fanali
pe’ ‘ncass’ mpo’ de quattrini
co’ gli aiuti malandrini
2 euro su ‘sti messaggini
poi se ‘nguattano i quattrini
poi c’è la Televisione
per il popolo cojone
a racconta’ balle evidenti
col sorriso tra li denti
e più morti vengon fuori
e più spalanca i riflettori
pe’ la carriera personale
sopra ar bene, sopra ar male
se il conto supera 300
né sgomento né spavento
anzi pare sia contento
non se legge turbamento
dentro st’inferno senza tempo

Amatrice, Umbria, Irpinia,
sempre ‘na carneficina
anche Accumoli e ad Arquata
hanno fatto ‘na frittata
pe’ le truffe sugli appalti
li regazzini so’ rimasti
morti sotto le macerie
mentre loro stanno in ferie
ma mo’ ce pensa er Presidente
a risolve le faccende
caricando sulle tasse
sulle fatiche delle masse
e sempre VIVA er Presidente
e in culo ar popolo dormiente
t’hanno fatto er culo a strisce
ma ce sta er Papa a beneditte
“tutti in paradiso lui taglia corto
ma aloro poi non cambia molto
che tu sia vivo, oppure morto!

Gianluca Lalli di Arquata del Tronto

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lunedì 19 giugno 2017

Treia. Istituto Scolastico Egisto Paladini - Costruzione di un nuovo plesso scolastico... o ritorno alla vecchia sede di Via Lanzi?


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Treia, Via Lanzi  - Vecchia sede dell'Istituto Egisto Paladini 


L'ultimo consiglio comunale del 31 maggio 2017, al quale ho assistito, si era concluso con la comunicazione del sindaco Franco Capponi che annunciava che "saranno indetti vari incontri tra le varie componenti sociali, politiche, scolastiche, religiose ed associazionistiche per cercare unitariamente di individuare una nuova possibile ubicazione e strutturazione del polo scolastico unificato, relativo a Treia città, che si prevede di realizzare  nei prossimi anni.". Essendomi nel frattempo assentato da Treia per motivi familiari e non sapendo gli sviluppi od il calendario degli incontri annunciati vorrei nel frattempo fare una breve cronistoria sulle vicende relative agli spostamenti degli alunni dell'Istituto Paladini in seguito ai danni sismici alla vecchia struttura di Via Lanzi.

Il 15 settembre 2016, giorno d'inizio dell'anno scolastico, gli alunni dell'Istituto Egisto Paladini  si trasferirono per un certo periodo nelle  frazioni di  Passo di Treia e Chiesanuova. Da allora la  sede del Centro Storico (in un primo tempo dichiarata agibile) è rimasta inagibile  per ulteriori accertamenti predisposti dal Comune  (anche in seguito a successive scosse) e inagibile resterà per un tempo indeterminato... Così è stato detto dall'Amministrazione.

Pertanto nel consiglio comunale del 28 settembre 2016 il sindaco annunciò che era stata fatta richiesta ai responsabili ecclesiastici del convento delle Visitandine, che si trova nel quartiere dell'Onglavina di Treia, e che non è  più usato dalle monache, per sistemarvi le classi delle medie inferiori, unitamente alla direzione didattica. Per l'agibilità dei locali fu necessario eseguire, con finanziamenti pubblici ricevuti ad hoc, diversi lavori di miglioramento degli spazi e di revisione degli impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento con una notevole spesa (non conosco esattamente la cifra finale investita di molto superiore a quella inizialmente prevista di 45.000 euro). Faccio presente che l'ex convento è stato concesso in comodato di uso per due anni, con l'impegno da parte del Comune a fine utilizzo di ripristinare lo stato originario dei locali. Terminati i necessari lavori per l'agibilità la nuova sede scolastica veniva ufficialmente inaugurata il 27 maggio 2017 (vedi: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2017/05/treia-27-maggio-2017-listituto.html).

Nel frattempo a Treia si sta parlando molto ultimamente dell'ubicazione del nuovo polo scolastico unificato... Il comune ovviamente ha una propria idea sul luogo in cui edificare  gli immobili ma - che io sappia- non è stato ancora avviato il confronto pubblico sul come, dove e sulle modalità di costruzione.

Dal mio punto di vista personale ho già espresso in diverse occasioni i miei dubbi sull'ipotesi di costruire una nuova struttura... questo per una serie di ragioni che vanno dal dispendio di denaro pubblico, considerando che l'edificio storico delle scuole Paladini, sito in via Lanzi, potrebbe benissimo ritornare agibile con opportuno interventi. Non solo questo, per la costruzione di un nuovo impianto c'è da esaminare il problema logistico e la cementificazione di nuove aree di cui sinceramente  non si sente il bisogno. Inoltre il nuovo plesso scolastico  servirebbe in realtà per il solo abitato di Treia città, poiché sia a Passo Treia che a Chiesanuova  gli edifici sono a posto, quindi non vedo perché non ripristinare l'agibilità della vecchia sede del centro storico, invece di costruirne una nuova. Alcuni "tecnici" obiettano che una nuova costruzione avrebbe tutte le garanzie necessarie a sopportare nuove scosse sismiche mentre la vecchia  non potrebbe offrire tali garanzie di sicurezza. Beh, non sono un tecnico, ma vedo che tutto sommato strutture antiche resistono molto di più di nuove costruzioni. 

A parte queste considerazioni di ordine "edilizio" resta il fatto che una sede scolastica situata nel centro storico di Treia aiuterebbe al mantenimento della vivibilità del luogo e del mantenimento della inter-connessione sociale. Purtroppo la comunità  di Treia paga un forte pegno in seguito allo spopolamento ed all'invecchiamento della popolazione residente e se anche le scuole scompaiono dalle cinta murarie della città si attua un ulteriore "impoverimento".


Mi auguro quindi che, prima di prendere una decisione definitiva in merito al  nuovo plesso scolastico, l'amministrazione di Treia esamini tutte le possibili opzioni che ancora restano in piedi e che pure le minoranze e le associazioni tengano conto dei vari aspetti qui menzionati, in modo tale che -come previsto dal sindaco- si possa attuare un confronto intelligente fra le parti per giungere a conclusioni utili all'intera comunità.  

Paolo D'Arpini

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giovedì 15 giugno 2017

Chiesanuova di Treia, 25 giugno 2017 - Inaugurazione del nuovo percorso pedonale con passeggiata "Nordic Walking" e Santa Messa


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In occasione dell'inaugurazione del nuovo percorso pedonale a Chiesanuova di Treia la gfracing e il comune di Treia organizzano una passeggiata per le campagne di Chiesanuova  in compagnia di  Eva, insegnante di NordicWalking. 
Ritrovo ore 10.00 in piazza a Chiesanuova di Treia, portate anche le vostre racchette! 


Per tutte le info gfracing 3286005454 (Fabrizio)

Scrive la dr.ssa Liliana Palmieri del Comune di Treia: 
Ad integrazione dell'invito: 
ore 10,45 inaugurazione e benedizione via Anna Frank
ore 11,00 S. Messa



venerdì 9 giugno 2017

Arrivederci Piero Piermarteri... e grazie!


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Treia - Piero Piermarteri nel campo degli ulivi


9 giugno 2017 - Stamattina ho saputo che un cugino di Caterina, una delle prime persone che conobbi a Treia, Piero Piermarteri, ha lasciato questo lato dell'esistenza. 

La morte, per chi resta nel mondo dei "vivi", è spesso occasione di sconforto ma non credo sia così per chi si è liberato dalla permanenza in questa palestra che è la vita. La mia sensazione è che colui che ha compiuto il suo dovere sulla terra si ricongiunge contento allo spirito di cui è una espressione. Dell'amico Piero, che voglio qui ricordare, posso dire che non sarà necessario giudicarlo. La sua piuma di Maat è leggera.... 

Da quando l'ho conosciuto, nel 2010, ho visto in lui una persona trasparente e priva di falsità ed affettazione. Una persona semplice, modesta e generosa che non aveva bisogno di mettersi in mostra. Appena mi trasferii a Treia, avendo il vezzo di scrivere e non disponendo di un computer, mi rivolsi a lui che prontamente mi regalò un apparecchio del suo ufficio. 

Ma non solo questo... nel corso degli anni, allorché poté andare in pensione e dedicarsi alla sua vera passione, la cura della famiglia, della cara moglie Adriana, dell'orto e dei suoi amati ulivi, non ci fece mancare, a me e Caterina, i prodotti delle sue cure: olio buono, insalate, marmellate, etc. 

Tanta generosità e gentilezza verso chi nemmeno le meritava è cosa rara. Le vicissitudini della vita ora non son più un peso per l'amico Piero e nemmeno per la sua compagna Adriana, che da poco lo aveva lasciato. Ora son di nuovo congiunti e benedicenti verso chi qui resta, la sorella Valeria, le figlie Lucia e Karina, i nipoti... 

Ciao Piero... ed arrivederci...

Paolo D'Arpini

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Treia. L'autore al computer regalatogli da Piero Piermarteri

martedì 6 giugno 2017

Ricostruire le Comunità - Lettera con proposta di coabitazione post terremoto



Leggo quotidianamente i post di  Treia Comunità Ideale, per questo motivo vi scrivo. Vi chiedo un aiuto per realizzare il progetto di aiuto in zone del terremoto. Abbiamo bisogno di persone in loco che sappiano o abbiano contatto con le zone colpite.

Nel documento che segue  troverete tutte le specifiche del progetto che crediamo possa essere d'aiuto per la ricostruzione... e visto la situazione che si è venuta a creare, magari può essere di pubblica utilità.
Abbiamo già scritto a politici e sindaci, comitati pro ricostruzione senza nessuna risposta. Leggo quasi quotidianamente i giornali on line della provincia di Macerata e quello che compare è una situazione sconcertante.

Dante Nicola Faraoni -  tel. 346 883 2810 
mail: dante.faraoni@energoclub.org

Se vi interessa il progetto sentiamoci.



PROGETTO REBUILD COMMUNITIES - RICOSTRUIAMO LE COMUNITA'
 
Oggetto: Realizzare Case in Cohousing e Autocostruzione in Zona Sismica

 Premessa 
I terremoti in Italia sono eventi frequenti nel tempo con conseguenze che la politica, l'economia e la società nel suo insieme non sono quasi mai riusciti ad affrontare (escluso il Friuli) e a gestire. Nella maggior parte dei casi non si è riusciti a riorganizzare le comunità di cittadini e neanche a mettere in sicurezza i territori colpiti. Ritardi, disorganizzazione, burocrazia, mala gestione della ricostruzione ed erogazione errata dei fondi pubblici stanziati, sono i mali che affliggono da sempre queste situazioni di emergenza. Noi siamo convinti che gli ingredienti che mancano da sempre sono etica, sostenibilità e buona amministrazione. Ingredienti che né la politica fatta dai governi, né il mondo della finanza e dell'economia sono riusciti a mettere in campo. Questa situazione si è ripresentata oggi con il terremoto che ha colpito il centro Italia. La politica ripresenta gli stessi mali sopra descritti mentre decine di migliaia di persone e famiglie sono costrette oramai da sei mesi a vivere lontano da casa o in situazioni di estrema precarietà. La piccola economia si è fermata e l'occupazione con essa. Sembra quasi un piano studiato a tavolino per fiaccare, indebolire, queste comunità di persone che oltre ai danni materiali già subiti con il tempo subiranno danni psicologici e sociali. Nessun essere umano degno di essere tale può permettere che tutto ciò si ripeta per l'ennesima volta. Chi siamo e perché vi scriviamo? Siamo due associazioni: l'Istituto di Ricerca PROUT (APS riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna) http:/ /irprout.it/ con sede nazionale a Salsomaggiore (PR) e EnergoClub Onlus http://www.energoclub.org/ con sede a Treviso (nello specifico sarà coinvolto il gruppo di Architettura Naturale.Veneto che raccoglie professionisti che operano nel settore della bioedilizia e bioarchitettura architetturanaturale.veneto.it IRProut e EnergoClub non hanno finalità di lucro ma operano con determinazione nel proporre nuove strategie per ricostruire le comunità, il territorio, l'ambiente e l'economia. Noi siamo convinti che con l'applicazione di semplici e concreti passi si possa iniziare fin da subito la ricostruzione senza aspettare le lungaggini e le possibili manovre sottobanco della politica e dell'attuale Governo nazionale su cui ricadono le responsabilità, dello stallo e dei finora mancati aiuti nelle zone colpite dal terremoto. 

Quello che vi proponiamo è di aiutarci a concretizzare il progetto “REBUILD COMMUNITIES”. Siamo fermamente convinti che la strategia di costruire case provvisorie non sia sempre la soluzione migliore ma sia molto spesso errata e poco economica. Costruire la precarietà in una situazione tragica che raccoglie esperienze devastanti e traumatizzanti per migliaia di persone potrebbe significare condannare un'intera comunità ad anni di insicurezze economiche e sofferenze ed insicurezze sociali. Crediamo che le autorità e le persone responsabili debbano fare di tutto perché ciò non succeda; è dovere di tutti noi far si che la gente non soffra più per quello che fino ad ora ha dovuto subire. REBUILD COMMUNITIES è una proposta per far ripartire la vita sociale ed economica delle popolazioni colpite e consiste nel realizzare case vere e non provvisorie. Case antisismiche, a basso consumo energetico (passive house) a prezzi di realizzazione molto bassi. Il terremoto ha distrutto le case e noi diciamo che il fulcro della ricostruzione deve essere la realizzazione di case abitabili in sei otto mesi pronte prima del prossimo inverno altrimenti si rischia per molti il ritorno agli alberghi della riviera. Siamo in grado di mettere in campo professionalità e progettualità capaci di iniziare uno o più cantieri di piccole dimensioni (4 – 8 nuclei abitativi) Abbiamo dei progetti di case antisismiche già pronti che in parte vanno realizzate in AUTOCOSTRUZIONE. Cosa significa e perché AUTOCOSTRUZIONE Non c'è nessuna persona in Italia che possa costruire una casa da solo perché ci sono delle regolamentazioni e competenze specifiche che lo Stato prevede e pretende. Se è ovvio che i professionisti e le imprese devono avere il loro ruolo negli interventi di realizzazione, per esperienza noi sappiamo che molte parti di una casa possono essere eseguite dalle stesse persone che poi andranno a vivere in quelle case. L’apporto di volontari sarà sì emergenziale ma il loro intervento potrà essere risolutivo. In questa comunicazione non vogliamo soffermarci sulle tipologie costruttive e sui materiali rimandando per alcuni dettagli al link http://architetturanaturale.veneto.it/cohousing-in-autocostruzione/ 

Se ci fosse interesse vi proporremo degli ulteriori approfondimenti in una audizione specifica Invece vorremo spiegare che l'autocostruzione, oltre che ad essere un sistema molto economico per la realizzazione di case di alta qualità e prestazioni energetiche, diventa un sistema socialmente aggregante che impegna le persone a ricostruire la propria vita, a riconquistare le sicurezze sociali e psicologiche. L’autocostruzione diventa un percorso riabilitante per le persone che devono riprendersi dal tremendo shock di un evento catastrofico come è stato il terremoto e non è poca cosa. E' inoltre da tenere presente che a seguito del terremoto e la perdita del lavoro che ne è conseguita vi è una ampia disponibilità di forza lavoro sul territorio, oltre che una maggiore difficoltà al reperimento fondi essendo molta gente rimasta disoccupata, quindi è da ritenere che sia necessario aprire cicli virtuosi di economia locale. Il progetto che desideriamo proporre realizza il Cohousing e quindi coinvolge sinergicamente più famiglie, favorendo processi di cooperazione coordinata e creando nel contempo, anche in virtù dei meccanismi di autocostruzione, uno spirito di solidarietà e reciproco aiuto. Le famiglie coinvolte interagiranno anche con i professionisti ed i volontari delle nostre associazioni. Possiamo creare una catena solidale e di aiuti che collegherà le comunità colpite con il resto d'Italia e se è necessario anche oltre confine. La ricostruzione diventerà un momento di crescita sociale culturale dove gli intenti e i propositi comuni e condivisi saranno l'unico sentimento e principio che muoverà le persone. Dal punto di vista tecnico progettuale abbiamo elaborato una proposta in forma di progetto architettonico sino anche agli esecutivi, computo metrico con analisi dei costi, di un edificio su due piani con struttura in legno e tamponamenti in paglia e terra cruda. Sia paglia che la struttura in legno e la terra cruda, in considerazione della tipologia costruttiva adottata, possono essere posati in autocostruzione, come pure del resto altre parti onde giungere alla realizzazione completa dell'edificio. Il progetto si integrera’ con la pianificazione e riqualificazione del territorio, partendo dalla raccolta dati (popolazione, cultura e tradizioni, risorse agricole, commerciali, industriali, caratteristiche idrogeologiche, viabilita’ e comunicazione) e si sviluppera’ poi con la partecipazione diretta della popolazione locale verso l’autosufficienza per le necessita’ di base con l’utilizzo di mano d’opera e materie prime locali. 

La Partecipazione come antidoto alla mala gestione. Dei mali della ricostruzione ne abbiamo parlato, e la proposta del progetto Rebuild Communities è a nostro avviso una possibile proposta positiva a quegli stessi mali. La ricostruzione fatta dal basso dove gli interessati vengono invitati a partecipare alla ri-costruzione limiterà la burocrazia, lo strapotere dei grandi gruppi privati (imprese e professionisti) pronti ad accaparrarsi milioni di stanziamenti pubblici per poi andarsene e lasciare nel territorio edifici di qualità molto stesso scadente. Se le persone che hanno subito i danni del terremoto sono ben organizzate, tanto da poter auto gestire la ricostruzione, non c'è Governo, Sindaco o Politico che potrà contrastarle. Soprattutto se le richieste sono supportate da buoni progetti edilizi, economici nella realizzazione, che garantiscano in zona sismica durabilità nel tempo, per di più con bassi consumi energetici. Noi crediamo che se sarà messa in campo questa strategia gli speculatori dovranno competere con le buone pratiche e i risultati di eccellenza che saranno raggiunti. In questa competizione, la forza delle persone che saranno in grado dire “possiamo farcela!”, cambierebbe molti equilibri sociali, economici, politici e culturali. Applicare la buona politica Siamo consapevoli che tutto ciò di positivo abbiamo enunciato non potrà mai realizzarsi se il ruolo della politica non sarà chiaro fin dal principio. Sì, è vero; per la ricostruzione, ai Governi Centrale e Locali vanno chiesti fondi, agevolazioni fiscali, snellimento della burocrazia ma non la realizzazione delle opere. Il Governo Centrale e locale non devono incidere e condizionare negativamente i tempi della ricostruzione. E’ noto che la mala politica ha bisogno di tempi lunghi che servono per concludere sotto banco gli affari con gli amici, decidere in che mani devono andare i soldi per la ricostruzione, oppure per assicurarsi che i beneficiari degli aiuti possano riportare ai partiti di governo voti e consenso politico. E' per questo che i tempi si allungano. Questo non deve essere permesso! Ribadiamo che l'antidoto che proponiamo è la strategia sopra menzionata. Saper gestire l'emergenza, saper governare anche senza aver in mano la pubblica amministrazione significa amministrare direttamente la ricostruzione a fianco alle comunità, alle persone che invece vogliono iniziare il cambiamento e la ricostruzione dal basso. Cosa vi chiediamo ed i ruoli degli stakeolders Il nostro proposito è non andare a chiedere direttamente aiuto al Governo Centrale per i motivi sopra descritti ed in ogni caso ci porremmo nella logica di una ricostruzione che ripete il solito approccio pieno di errori e di dinamiche non basate sulla solidarietà e molto invece sugli interessi politici ed economici di parte. Potremmo chiedere ai Sindaci ma sono troppo occupati a gestire una situazione fin troppo grande per le loro possibilità. Non conosciamo direttamente nessuno nelle zone devastate dal sisma che abbia bisogno di aiuto. Invece ci rivolgiamo a voi e alle conoscenze che avete nel territorio per avere contatto con delle persone in loco che hanno bisogno di essere aiutate. Anche vostri militanti che hanno subito lo shock di perdere la casa, vostri consiglieri regionali o di qualche comune colpito dal terremoto. 

Per iniziare abbiamo bisogno di poter realizzare un progetto pilota, un progetto per almeno 4 famiglie o quattro coppie anche con figli, che hanno perso la casa è che vogliono ritornare a vivere dove sono sempre vissuti in maniera stabile e dentro una casa vera di ottima fattura e a basso consumo energetico. Se fossero proprietari del terreno i tempi di inizio lavori si accorcerebbero di molto. Se invece il terreno dovesse essere assegnato dal Comune i tempi si allungherebbero e qui sia voi che le famiglie interessate dovranno interagire con le autorità locali. Noi non vogliamo ruoli amministrativi almeno nella prima fase o progetto pilota. Noi metteremo a disposizione la progettualità, i professionisti, gli organizzatori, la gestione dei cantieri, la formazione per l'autocostruzione, l'assistenza di cantiere, ed i “facilitatori” per il cohousing. Parteciperemo (assieme agli altri stakeholders) alla scelta delle aziende, possibilmente locali che forniranno le materie prime ed i servizi edili che i volontari o le famiglie non possono realizzare (per motivi di sicurezza o perché lavori professionali che necessitano di specifiche competenze). In quanto alle prestazioni professionali dei nostri tecnici si farà riferimento a quanto previsto dalla Ordinanza Errani, ordinanza n. 12 del 09/01/2017, a cui si aggiungerà il rimborso delle spese di vitto ed alloggio, di costi contenuti, per le persone che si dovranno trasferire e per il tempo strettamente necessario. Investimenti e crowdfundig Per quanto riguarda il finanziamento del progetto se non si vogliono aspettare le lungaggini delle decisioni prese nelle stanze dei bottoni a Roma per poi passare per le tre Regioni colpite e per la distribuzione nei Comuni. il progetto Rebuild Communities va autofinanziato. Il danaro può arrivare direttamente dalle famiglie che coinvolgeremo perché hanno un lavoro o qualche risparmio in banca. 

Abbiamo già allertato qualche dirigente di Banca Etica e c’è interesse ad investire in un progetto di questo tipo. Se i nuclei famigliari non hanno risparmi a disposizione ma possono garantire una rata o un affitto mensile (con possibilità di riscatto) di 350/500 €/mese il prestito con la banca si può fare lo stesso. Certo, necessita che qualcuno firmi un accordo di fideiussione, qualcuno che facesse da garante. Anche Banca Etica lo pretende. Comunque il primo progetto potrebbe partire con una campagna di raccolta popolare di fondi, un crowdfunding. Dopo tutto per i quattro appartamenti di cui abbiamo una bozza di progetto sino all'esecutivo (75 mq netti + 10 mq di terrazza + 10 m2 di garage), la somma da raccogliere si aggira tra i 250/300 mila euro per tutti e quattro gli appartamenti (si può arrivare alla soglia dei 200 mila se la parte realizzata in Autocostruzione aumenta). Noi potremo coinvolgere alcuni nostri soci ma la potenza dell'evento sta nella organizzazione in loco, noi come tecnici potremmo organizzare eventi per spiegare l'importanza e la necessità di progetti come questo dove la ricostruzione si intreccia con le innovazioni della bioarchitettura e della bioedilizia, con le tecnologie rinnovabili che permettono il risparmio energetico, con l'applicazione di nuove forme aggregative come il Cohousing e l'Autocostruzione. 

Noi siamo convinti che se quest'idea di ricostruzione prendesse piede, si potrà passare a più cantieri aiutando così più famiglie. Questi progetti in autocostruzione, con l'arrivo degli aiuti pubblici, potranno accedere ai rimborsi per coprire le spese avute come è successo in Friuli. E' ovvio che questo progetto genererà anche lavoro e occupazione in loco. Potremo insieme far sì che l’abitare naturale e solidale diventi il fulcro progettuale di una trasformazione urbanistica e paesaggistica indirizzata all’aumento della qualità della vita dell’intera comunità! Noi ci crediamo. A voi la decisione di voler approfondire e verificarne la fattibilità. Alleghiamo qui di seguito uno schema che raccoglie in sintesi i particolari tecnici del progetto. Per approfondire, consultate il nostro sito web architetturanaturale.veneto.it o chiedete un incontro con i nostri professionisti che ambiscono a partecipare al progetto. Restiamo in attesa di un Vs riscontro disponibili a presentare il progetto nelle sedi che riterrete più opportune. Cordiali saluti. P.S.: abbiamo voluto dare al progetto un nome in inglese perché crediamo che la solidarietà e gli aiuti umanitari abbiano una valenza universale che tutto il mondo può condividere. Realizzazione di 4 appartamenti in Co-housing e Autocostruzione Tipologia costruttiva:  Platform Frame  Paglia in Ballette (prodotta localmente)  Controvento doppio tavolato incrociato Interventi in Autocostruzione: Telaio in legno sino pareti piano primo; Posa paglia; Posa tramezze interne; Posa parziale impianti Interventi delle Imprese e dei Professionisti: Fondazioni; Drenaggi; Intonaci; Parte di impianti; Copertura completa Requisiti:  Edificio a basso consumo (NZEB) ≤ 8 kWh/m2 anno (CasaClima Gold)  Massima salubrità e traspirabilità (con rilevazione qualità dell’aria)  Minimo inquinamento ed impatto ambientale (che sarà quantificato)  Durabilità (100 anni);  Antisismico; secondo quanto stabilito dalla normativa vigente specifica per il sito dell’intervento. 

Sicurezza: Al pari degli operatori delle aziende impegnate nel progetto, tutti gli Autocostruttori, durante la permanenza in cantiere, si dovranno munire di scarpe antinfortunio, casco e guanti da lavoro. All'occorrenza imbracature anticaduta.

sabato 3 giugno 2017

Non si può venire a Treia...


In piazza in attesa dell'aperitivo


No, non si può venire a Treia solo per due giorni. Soprattutto se c'è il sole. Qui l'aria è pulita, adesso non c'è ancora un caldo soffocante, i colori sono vivi, la gioia è nel cuore. Certo la vita è quello che è, a volte ci riserva notizie e vicende tristi, amare, ma cosa si può fare se non sperare che la sofferenza non sia tanta e che chi rimane riesca a guardare ancora avanti e a godere del bene che comunque è sempre presente assieme al male. 


E così,  sabato 3 giugno 2017, dopo la colazione al solito baretto  con le nuove paste della  pasticceria del Borgo (buone!), io e Paolo siamo rientrati a casa. Prima però abbiamo fatto una piccola scorta di viveri: pizza al formaggio, calcioni, olive nere marchisciane (come si dice qui), insalata mortarola, un pomodoro cuore di bue. 

Poi sono voluta andare a vedere alcune cugine di n. esimo grado, che ho trovato belle e gentili, e assieme ad una delle tre una vecchissima conoscenza: Lucilla. Questa Lucilla è una parente di Valeria, vive a Roma, ma è originaria di Treia ed io la vedevo con una certa frequenza 40 o 50 anni fa (abbiamo fatto insieme una botta di conti). Da allora non l'avevo più incontrata, ma spesso la pensavo, un po' perché io e Paolo avevamo conosciuto un'altra Lucilla, che ora purtroppo non è più con noi, un po' perché per me era rimasta una donna misteriosa, mi colpiva il ricordo di quando, da bambina, la trovavo di una bellezza strabiliante. Quindi quando me ne stavo andando da casa di Valeria, l'ho vista, assieme ad un bel signore (il marito?). Ho inchiodato la macchina, ho tirato giù il finestrino, ci siamo guardate, l'ho chiamata ad avvicinarsi ed intanto spegnevo l'auto, cercando di tirare il freno a mano e di inserire la marcia giusta onde evitare di ritrovarmi l'auto in fondo alla discesa, incidentata e sono scesa dalla macchina.  Bello ritrovarsi! Bella come al solito, simpatica e intelligente. Il bel signore si è presentato, era suo padre, di nome Gino (che strano, anche mia madre si chiamava Gina e lui mi ha detto anche che aveva una sorella che si chiamava Gina), 94 anni (e ne dimostra 20 di meno). Mi ha detto anche parlando di ciliege e di antiparassitari che lui lavorava in un laboratorio di genetica della frutticoltura vicino alla tenuta presidenziale seguendo decine di ettari di colture sperimentali. Una specie di Strampelli della frutta! Molto interessante!

Dopo questo bell'incontro sono rientrata in paese e all'altezza della "pietra della maldicenza" ho visto che stavano lì a chiacchierare Alberto e Lorenzo, "amici" di Paolo e soci della locale sezione CGIL e Auser. Tiro giù il finestrino e li apostrofo dicendo che di lì a poco sarei risalita con Paolo per un aperitivo. E così è stato. Io e Paolo ci siamo seduti qualche minuto al sole fuori dal bar, ci siamo fatti scattare un paio di foto dal buon Lorenzo, poi tutti e quattro siamo entrati e scherzando con Giovanna (la barista) sull'abbondanza degli aperitivi di Treia e di Chiesanuova, abbiamo preso la nostra consumazione (completa di patatine e stuzzichi).

Intanto Paolo, Lorenzo ed Alberto parlavano di problemi del paese e di programmi futuri.  Quest'anno, la Fierucola delle eccellenze bioregionali dell'8 dicembre la vorremmo fare a Chiesanuova, frazione dove abitano entrambi i due, per cui speriamo in un loro interessamento ed aiuto, anche per instaurare una collaborazione col parroco locale, don Peter.

Per la sera  del 3 giugno 2017  una passeggiata attorno alle mura e una sosta alla Sagra del Calcione e del Raviolo. Verranno anche i nostri amici Daniela e Nunzio da Macerata!  Così ci salutiamo!  Il 4 giugno si parte!

Caterina Regazzi


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