giovedì 17 agosto 2017

Consigli sintetici sul cosa fare in caso di attacco nucleare



Cosa fare prima di un attacco nucleare:
Fare scorta di cibo a lunga scadenza, procurarsi una o più lampade portatili a pile (con batterie di riserve) o a carica manuale. Può convenire preparare due kit, uno più grande, per il posto di lavoro, l’altro, portatile, da tenere in macchina in caso di evacuazione
Elaborare un piano di comportamento per la propria famiglia in caso di emergenza atomica. Al momento dell’attacco i membri della famiglia possono trovarsi in posti diversi, perciò occorre decidere in anticipo come comunicare e dove ritrovarsi
Informarsi sui rifugi antiradiazioni più vicini. Se non ce ne sono, fare un elenco dei luoghi che potenzialmente potrebbero servire a questo scopo: scantinati, oppure stanze senza finestre situate ai piani di mezzo degli edifici più alti.
Come comportarsi durante un attacco nucleare:
Siate psicologicamente preparati a dover rimanere al riparo per almeno un giorno o comunque fino a quando le autorità non vi daranno il via libera ad uscire
Non appena le autorità hanno provveduto a diramare l’avviso di un imminente attacco, occorre trovare quanto più rapidamente possibile riparo in un edificio chiuso, meglio se in mattoni o cemento armato
Ascoltare le informazioni ufficiali online, alla radio o in tv e seguire le istruzioni diramate dagli organi di soccorso
Se trovate sul vostro cammino uno scantinato o un locale chiuso e riparato entrateci subito
I due luoghi migliori dove trovarsi al momento di un attacco sono o sottoterra o al centro di un edificio alto.
E’ essenziale che tra voi e le sorgenti di radiazioni vi sia quanto più possibile un “guscio” di cemento, mattoni o terreno
Come reagire se siete all’aperto al momento dell’esplosione di una bomba atomica?
Non guardate in nessun caso l’esplosione. Il bagliore potrebbe accecarvi
Riparatevi dietro qualunque oggetto che in quale modo possa proteggervi dall’onda d’urto
Buttatevi a terra e copritevi la testa. L’onda d’urto potrebbe investirvi in 30 secondi dall’esplosione
Anche se vi trovate a molti km di distanza dall’epicentro dell’esplosione nucleare mettetevi al riparo il più presto possibile. Il vento può trasportare le particelle radioattive fino a centinaia di kilometri di distanza
Se al momento dell’esplosione, o subito dopo, siete in strada cercate di proteggere il vostro corpo dal materiale radioattivo
Toglietevi i vestiti, per evitare di veicolare le particelle radioattive. Soltanto togliendosi la giacca, ci si può liberare di quasi il 90% delle particelle radioattive
Se ne avete la possibilità sigillate in un sacco di plastica i vestiti radioattivi e marchiatelo
Non grattatevi e non strofinate la pelle contro niente
Fatevi una doccia, lavate i capelli con lo shampoo ma non usate balsamo
Radiazioni. Come difendersi?
La quantità di precipitazioni radioattive dipende in misura diretta dalla potenza della bomba e da quanto vicino alla superficie della terra è esplosa
Prima di uscire dai rifugi occorre aspettare le comunicazioni delle autorità per sapere dov’è possibile andare e quali luoghi è meglio evitare
Non dimenticarsi che le radiazioni sono invisibili. Non si vedono, non si annusano e non si riconoscono con nessuno dei cinque sensi.
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lunedì 14 agosto 2017

Treia. Resoconto della Visita alla Grotta di Santa Sperandia: alla scoperta delle piante curative - 13/08/2017


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Nella bella e finalmente quasi fresca mattinata del 13 agosto 2017, un gruppo eterogeneo di un ventina di persone e forse più, molti sconosciuti tra loro, partono da Treia alla volta del Monte Acuto, verso il santuario di Santa Sperandia, la santa dalle prodigiose capacità taumaturgiche.

L’evento, organizzato da Paolo D’Arpini  e Caterina Regazzi, ha richiamato anche Sonia Baldoni, soprannominata "la Sibilla delle Erbe",  esperta di piante officinali,  che durante il tragitto a piedi verso la grotta ha raccolto e spiegato le proprietà officinali delle piante spontanee che via via, camminando, si incontravano lungo il percorso. Sonia ha tenuto una sorta di lezione itinerante sul campo, trasmettendo con passione il suo sapere e il suo amore per le piante.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi, albero, pianta, spazio all'aperto e natura

La grotta si trova ai piedi di una lunga scalinata di legno, è un posto  dal panorama bellissimo sulla valle sottostante coperta di boschi, peccato però che accanto alla cavità principale sia stata costruita una piccola cappella o altare in cemento, che altera e contamina il fascino di un luogo così selvaggio.

Dopo il pranzo al sacco e prima di lasciare l’eremo, Sonia ha richiamato il gruppo in un coinvolgente rituale al termine del quale ognuno è  tornato alla spicciolata verso le proprie case e città...  

Antonella Riva

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Commento di Paolo D'Arpini: 

"Ringrazio Antonella, una professoressa liceale di Roma,  amica di Caterina, che ha trascorso con noi la "settimana della condivisione" (Feriae Augusti, dal 6 al 13 agosto), per la sintetica relazione sull'ormai tradizionale pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia. La mattina, prima di partire, abbiamo avuto il piacere di constatare, durante la colazione al solito baretto di Treia, che il Resto del Carlino aveva recensito l'evento, come pure la rivista culturale "La Rucola" che aveva pubblicato l'intero programma in precedenza. Infatti la partecipazione alla escursione è stata più nutrita rispetto agli anni scorsi. Forse il successo è derivato anche dalla collaborazione fra i vari enti che hanno contribuito alla manifestazione: Treia Comunità Ideale, Circolo Vegetariano VV.TT. ed Auser Treia, che in particolare ringraziamo per l'aiuto divulgativo..."

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Commento di Caterina Regazzi: 

"Maria Sonia era arrivata la sera prima a Treia accompagnata dalla fida Maria, una ragazza giovane e dinamica, molto positiva e intraprendente. Ci siamo incontrati al Forno per una buona pizza, erano con noi anche Valeria, Mara Dalia ed Antonella. Si è capito subito che Sonia era particolarmente in forma, solare e loquace come suo solito. Ha voluto poi però riposare da sola e l'abbiamo ospitata nella "stanza della nonna". L'indomani era abbastanza fresco e così, sollecitata in tal senso da Paolo, abbiamo portato anche Magò, che purtroppo ogni tanto faceva un po' i capricci per cui non mi sono potuta godere le spiegazioni come si dovrebbe... peccato! E' stata comunque una delle più belle escursioni a Santa Sperandia della mia vita (e ne ho fatte tante), grazie anche ai numerosi presenti intervenuti, parte venuti da lontano (Roma, Lecco, etc), ma buona parte treiesi, finalmente!  Grazie a tutti, grazie, Sonia!"

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Album fotografico di Caterina Regazzi: 




Video di Luciana Montecchiesi: 




Album fotografici di Luciana  Montecchiesi: 




L'immagine può contenere: pianta, albero, spazio all'aperto e natura

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mercoledì 9 agosto 2017

8 agosto 2017 - Feriae Augusti e laboratorio crudista in quel di Fontenoce


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Seguendo il programma  "Feriae Augusti" (settimana della condivisione)  la serata di martedì 8 agosto 2017, giorno della ricorrenza del mahasamadhi di Nityananda e con ancora lo spettacolo della luna piena in cielo, avevamo chiesto all'amica  Gigliola  di preparare assieme a lei una cenetta conviviale, con le sue erbe e ortaggi di campo, e lei ha acconsentito. 

Gigliola si sta specializzando nel "crudo" e grazie alla sua esperienza e fantasia e alla sua "capacità didattica" ci ha fatto una bella lezione - laboratorio di preparazione di piatti belli, buoni e soprattutto sani seguita ovviamente dal consumo dei piatti stessi. 

L'immagine può contenere: 1 persona, cibo

Dopo alcune telefonate avevo radunato una decina di persone e alle 19 circa eravamo in quel di Fontenoce nell'aia di Gigliola. Erano con noi Antonella, Danizete, Donatello, Adriano, Lauretta e poi Mara, Matteo e Laura, che ci hanno raggiunto da Loreto e Recanati.  Altri amici erano stati invitati da Gigliola, tra i quali conoscevamo solo Giovanni di San Severino Marche.


Appena arrivati Gigliola ci ha mostrato una cosa strana: una serie di sacchi pieni di farro bagnato in fase di germogliazione appesi ad un albero. Poi, sulla serie di tavole allestite con assi e cavalletti in due e due quattro, ha disposto in una serie di bacinelle e terrine, con la modesta attrezzatura per la lavorazione: coltelli, taglieri, un tritatutto, ciotole varie, e tutta la serie di ingredienti con cui produrre le pietanze finali: foglie di radicchio e di verza, pomodori, zucchine, semi di girasole, olio di girasole, portulaca,carote, cetrioli, farro, capperi, noce moscata per fare spaghetti di zucchine in salsa di portulaca e in salsa di pomodoro, pomodori ripieni, insalata mista che abbiamo preparato assieme al momento.In più erano già stati preparati da lei dei falafel crudisti (credo si possano chiamare così) e dei dolcetti a forma di stella a base tra l'altro di grano saraceno, datteri e mandorle. Da bere succo d'uva, kombucha e acqua con l'Idrolitina, tanto cara a Paolo.

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Mentre la maggior parte di noi aiutava nella preparazione, con la meravigliosa scoperta di un semplice attrezzo per fare gli spaghetti di zucchine, Paolo, un po' distante, parlava con Matteo e Mara della filosofia advaita: mi sarebbe piaciuto averlo potuto ascoltare, è sempre piacevole e stimolante!

Finita la preparazione abbiamo apparecchiato in fretta. Ma i piatti per contenere le pietanze consistevano nelle foglie di verza, ottima soluzione per evitare il disagio del lavaggio piatti finale.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che ballano

Gigliola ha scherzato dicendo che alle cene crudiste la preparazione fa sì che si faccia sempre alquanto tardi, così le persone, affamate, mangiano tutto senza fiatare, ma in realtà il cibo era veramente saporito e leggero. Sicuramente un'esperienza da ripetere, sarebbero da sperimentare nuovi piatti e da portarne alcuni nella nostra alimentazione quotidiana, senza però, come suggerisce la nostra "maestra" mischiare crudo e cotto, che pare non vada bene.

Buon appetito!

Caterina Regazzi

martedì 8 agosto 2017

Treia. 13 agosto 2017 - Escursione erboristica e pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia


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Nel calendario illustrato  del 2017, rilasciato dal Comune di Treia, figura anche l'escursione alla Grotta di Santa Sperandia.   Un evento  in collaborazione tra Circolo VegetarianoVV.TT.,  Comitato Treia Comunità Ideale e Auser Treia, con l'accompagnamento di Sonia Baldoni, la sibilla delle erbe.
Questo ormai tradizionale pellegrinaggio è fissato quest'anno per il 13 agosto 2017 ed è  una ricorrenza alla quale gli amanti della natura e del panorama non possono mancare.
Ci troveremo alle ore 10.00 di domenica  13 agosto sotto la Porta Montegrappa, a fianco della Fontanella delle Due Cannelle,  per partire alla volta di San Lorenzo, località di Treia verdeggiante e selvatica, con piante tipiche e  con una vegetazione che vira verso la macchia mediterranea e un terreno sempre più roccioso.
Lì si possono trovare piante difficili da vedere altrove: elicriso, ginepro, leccino, centaurea minore (Centaury dei Fiori di Bach), corniolo, un tipo di cardo viola e spinoso e tante altre.
Se ci sarò tempo a sufficienza faremo anche una puntata alla Roccaccia, vestigia di un antico castello franco,  anche per ammirare la vista mozzafiato che c’è in fondo al percorso. Se sarà sereno si intravederà il mare.
Poi ci attenderà la discesa e  giunti in fondo si potrà stare un po’ in raccoglimento per finire con  un semplice picnic con il cibo vegetariano che ognuno avrà portato. 
La manifestazione è gratuita (la partecipazione è libera ed a proprio rischio e pericolo) .
Paolo D'Arpini  e Caterina Regazzi
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Info. 0733/216293 - 333.6023090

P.S. - Ad una passata edizione aveva partecipato anche un operatore di TV Centro Marche, il quale ha realizzato un bel documentario, in cui si parla delle attività del Circolo vegetariano VV.TT  e si vedono begli scorci panoramici. L’operatore  ha ripreso parte dell’evento ed ha anche fatto una breve ma intensa intervista.  Ringraziamo Federico Fioranelli per averlo registrato e postato su You Tube.  Visionabile qui:  http://www.youtube.com/watch?v=SjhLV1Lnc0Y&feature=youtu.be

lunedì 7 agosto 2017

Treia - Finalissima della XXXIX Disfida del Bracciale ... ed alcuni consigli


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Domenica 6 agosto 2017  a Treia, nell'arena Carlo Didimi (al quale il Leopardi dedicò una famosa ode) c'è stata l'attesa finalissima della XXXIX Disfida del Pallone col bracciale. Era la prima edizione post terremoto e quindi da una parte la popolazione è provata dalle difficoltà e dalla paura (c'è chi sente ancora scosse specie di notte), dall'altra c'è un forte desiderio di ripresa, complice anche l'amministrazione comunale, che mi pare si sia data parecchio da fare per consentire una buona riuscita.

Io e Paolo eravamo alquanto provati dal caldo di questi giorni, lui poi è contrario al fatto che tutti gli eventi della manifestazione siano gratuiti esclusa la finalissima del torneo (tranne le cene alle taverne, ovviamente) per cui in un primo momento non voleva venire. Io mi sono decisa all'ultimo, non potevo mancare alla partita, soprattutto dopo aver saputo che la "mia" squadra (Vallesacco) sarebbe stata in finale, ma Paolo, vedendomi pronta a partire si è fatto coinvolgere e così, verso le 17 e 30 eravamo seduti su una scomodissima panca, ma in prima fila per assistere alla gara. Tra il pubblico e per le strade i numerosi figuranti con i loro bei vestiti tipici dei quattro quartieri: Cassero con i nobili, Onglavina con gli zingari, Borgo con i contadini e Vallesacco con gli artigiani.

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Prima c'è stata la partita tra Cassero e Borgo per l'aggiudicazione del terzo e quarto posto, rimasta fino all'ultimo in parità ma vinta alla fine dalla squadra del Borgo. Poi è iniziata la finalissima tra Vallesacco ed Onglavina e, anche se non sono un'esperta e a costo di attirarmi delle antipatie, devo dire che si è vista subito la superiorità dell'Onglavina, che ha vinto il suo ennesimo trofeo in questo spettacolare gioco.

In precedenza avevo scritto "Vinca il migliore" e credo proprio che così sia stato, ma speriamo nel prossimo anno.

Alcune note dolenti purtroppo non posso sottacerle: la sporcizia costituita soprattutto da bottigliette di plastica e lattine alla fine dell'incontro sportivo, ma che di sportivo hanno poco e il rumore assordante e fastidioso dei botti di mezzanotte che chiudevano la manifestazione come tutti gli anni. Mi pare di notare che ogni anno sono sempre più rumorosi e mi chiedo se sia proprio necessario farli in questo modo. La povera Magò era terrorizzata e sono dovuta stare con lei a consolarla per un'ora dopo la fine, temendo che le venisse un infarto. Ma penso anche a tutti gli altri animali,selvatici e domestici, che ovviamente non capiscono questo "divertimento" o anche semplicemente agli umani, magari anziani e/o malati che hanno bisogno e voglia di riposo. Credo di averlo già fatto presente, ma ribadisco la richiesta di moderare la rumorosità (in generale) di una manifestazione che deve portare gioia, ed il rumore crea solo disturbo e ansia. 

Caterina Regazzi 

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domenica 6 agosto 2017

Treia, 5 e 6 agosto 2017. Partecipazione ai festeggiamenti della Disfida col Bracciale


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A modo nostro, Caterina ed io, abbiamo voluto partecipare ad una serata importante dei festeggiamenti della XXXIX Disfida del Bracciale, e la sera del sabato 5 agosto 2017 siamo andati prima di tutto a visitare la mostra artigiana nei locali dell'ex Trea, dove ci siamo fermati a chiacchierare un po' con gli espositori, per incoraggiarli a resistere e reggere il posto malgrado il caldo torrido, poi abbiamo fatto un giro di propaganda fide per consegnare i volantini delle prossime manifestazioni “Feriae Augusti - Settimana della condivisione”. 


Avevamo con noi anche delle verdure che ci aveva regalate la nostra vicina Marietta e che in parte volevamo passare ai nostri amici Danizete e Donatello, anche loro vegetariani, con i quali avevamo appuntamento verso le 21. Ed infatti ci siamo trovati in piazza della Repubblica seduti ai tavoli di Miché, in bella posizione strategica a goderci pizza e spettacolo.

L'immagine può contenere: 1 persona, sul palco, sta suonando uno strumento musicale, in piedi e spazio al chiuso

La prima esibizione della serata, chiamata “notte bianca rossa”, è stata quella della Banda Bassotti di Lucca venuta in visita di gemellaggio bandistico con la Banda di Treia presieduta da Paolo Damiani. A noi piacciono molto le esibizioni bandistiche e se fosse per noi le vorremmo sempre a tutte le manifestazioni. 

L'immagine può contenere: una o più persone, notte e incendio

Comunque ci siamo fermati in piazza anche per assistere ad altre performances, ad esempio quella dei “Mercenari d'Oriente”, mangiafuoco e giocolieri provenienti da Ancona, che hanno riscosso grande successo soprattutto presso i bambini e gli anziani, non capita infatti di sovente di assistere a giochi “infuocati”.

Risultati immagini per John Travolta febbre del sabato sera

Visto che stavamo lì abbiamo anche approfittato, in piena sintonia con “la febbre del sabato sera”, delle musiche del complesso femminile “Curve Pericolose” per accennare qualche mossa di danza alla John Travolta. Ha cominciato Caterina a fare le prime mossette e poi mi sono aggregato anch'io.  Ma poco dopo non ce l'abbiamo fatta più... (in fondo ad una certa età non si può danzare scatenati per più di dieci minuti,  che viene il fiatone...) ed abbiamo dichiarato forfait ed abbandonato la “notte bianca rossa” al suo destino.


Tornati a casa siamo stati “allegrati” dalle musiche melodiche che salivano dalla Taverna del Borgo, per fortuna non oltre la mezzanotte. Mentre in piazza la festa continuava scatenata sino alle prime ore del mattino... Ed infatti la mattina del 6 agosto 2017, andando a far colazione al solito baretto di Treia, ne abbiamo visto le “tracce” lungo la strada, per altro deserta... 

Immagine correlata

Il 6 agosto pomeriggio è prevista la sfilata storica e la finalissima per la coppa delle coppe … chissà se il palio tornerà nelle mani della “nostra” squadra “Vallesacco”? Più tardi ve ne daremo notizia....

Paolo D'Arpini

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L'autore al Baretto di Treia

mercoledì 2 agosto 2017

Treia, 1 agosto 2017 - Cenone contadino alla Taverna del Borgo


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Nelle Marche, ed in particolare a Treia,  si mangia bene, chi cucina lo fa con amore, come a preparare un dono a chi consumerà il pasto, e un dono deve essere sempre abbondante perché chi lo riceve non pensi che il donatore sia un po' tirchio. E andare a mangiare alla Taverna di Borgo, il rione dei "contadini", della campagna, si ha la conferma  che il cibo deve essere, oltre che gustoso, anche oltremodo abbondante. 

La sera del 1 agosto 2017, in occasione dei festeggiamenti per la Disfida del Bracciale,  assieme alla cara cugina Valeria e ai suoi amici maceratesi Gino, Paola e Silvio e naturalmente a Viola e Paolo, siamo andati nello spiazzo allestito vicino alla Chiesa di San Girolamo e al Campo sportivo, della contrada Borgo. 

Per me e Paolo,  che siam vegetariani,  mi ero raccomandata per tempo affinché ci fosse qualcosa di adatto  a noi, dato che quella era la serata del cinghiale... Viola invece, che ne è ghiotta, era super felice, adducendo anche la ragione che "i cinghiali, come ormai ovunque, infestano queste campagne e  la caccia al cinghiale è diventata quasi un obbligo se si vogliono contenere i danni all'agricoltura."

Forse potrebbero essere trovati altri metodi di contenimento ma non ci siamo dilungati sul discorso...

E comunque io e Paolo abbiamo ricevuto due piatti di pappardelle al sugo di verdure, super abbondanti e super condite, impossibili da finire. Lo stesso è stato anche per altri piatti. Dimostrando con ciò che la Taverna del Borgo rispetta la tradizione contadina di far festa con "la profusione" di cibarie. Comunque gli avanzi non andranno sprecati: abbiamo riempito un vassoio di alluminio per Magò (la cagnetta) e per i gatti randagi che vagano nel nostro orto e un contenitore di verdure gratinate e patate al forno per noi.

Abbiamo piacevolmente parlato di tante cose con i commensali al nostro tavolo e con gli altri Piermarteri presenti all'organizzazione e svolgenti vari servizi: Lucia con marito e quasi tutti i figli, Karina con la sua pancetta sempre più visibile. Mi sono sembrati tutti sereni e pieni di energia. Regnava un clima festoso (un po' chiassoso a dir la verità), molto "paesano". 

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Treia. Taverna del Borgo - Paolo Damiani e Luciano Carletti

Grazie anche alla presenza del  capo della banda di Treia, Paolo Damiani (in veste di disk-joker) e del musicista amatoriale Luciano Carletti,  suonatore di organetto,  presente un po' a tutte le manifestazioni tradizionali  ed anche a quelle  da noi organizzate durante il corso dell'anno...

Bella serata, grazie a tutti!

Caterina Regazzi

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